Seduta del 25 Febbraio 2019, Interpellanza Urgente numero 2-00283. Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento): Occhiuto, Cannizzaro, Tripodi , Santelli etc. chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che: l’ospedale « Tiberio Evoli » di Melito di Porto Salvo già da troppo tempo non assicura i bisogni della salute e dei cittadini

di Domenico Vincenzo Vinci

MELITO DI PORTO SALVO (RC) – C’è un documento storico, sepolto negli archivi della Camera dei Deputati, che nessuno sul territorio conosce. Un atto rimasto nascosto per sette anni e che, riletto oggi, fa saltare sulla sedia e annulla ogni possibile alibi della politica calabrese.

Mentre ieri il Consiglio Comunale di Melito approvava all’unanimità la delibera d’iniziativa legislativa sostenuta da oltre 7.000 firme, le inchieste di Capo Sud Channel hanno riportato alla luce un clamoroso cortocircuito istituzionale.

Il documento che nessuno voleva ricordare

Torniamo indietro: Seduta del 25 febbraio 2019, Interpellanza Urgente n. 2-00283. All’epoca, con il Governo Conte I a Roma e la Regione Calabria guidata dal centrosinistra, un gruppo di parlamentari di centrodestra presentava un attacco frontale sulla gestione del “Tiberio Evoli”.

I primi firmatari? Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro e la compianta Jole Santelli.

In quell’atto, gli attuali vertici della Regione e della Città Metropolitana definivano la situazione dell’ospedale:

“disastrosa e inaccettabile” “vergognosa e intollerabile” “agnello sacrificale da offrire sull’altare dell’inerzia politica”

E denunciavano che il presidio:

“non dispone di ascensore montalettighe e di uscite di emergenza, la sala obitoriale è chiusa, mancano reparti fondamentali, molti padiglioni sono inagibili, il personale è ridotto ai minimi termini, l’edificio è in forte degrado strutturale e non conforme alle normative antisismiche”.

(citazioni tratte dall’atto parlamentare allegato)

Seduta del 25 Febbraio 2019, Interpellanza Urgente numero 2-00283.  Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):  Occhiuto, Cannizzaro, Tripodi , Santelli etc. chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che: l’ospedale « Tiberio Evoli » di Melito di Porto Salvo già da troppo tempo non assicura i bisogni della salute e dei cittadini.

Pretendevano inoltre la riapertura immediata di:

  • Punto Nascita
  • Pediatria
  • Neonatologia
  • Ortopedia

E denunciavano la violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).


I firmatari mettevano nero su bianco che il presidio medico in questione – uno dei più importanti dell’area della città metropolitana di Reggio Calabria – versava in condizioni disastrose ed inaccettabili: esso non disponeva di ascensore montalettighe e di uscite di emergenza, la sala obitoriale era da tempo chiusa, mancava un reparto di riabilitazione neurologica e quello di ortopedia non era stato ancora riaperto in seguito alla «chiusura temporanea» del 12 giugno 2017. Molti altri erano i padiglioni chiusi; l’insieme delle problematiche relative al nosocomio di Melito rilevava anche gravi condizioni di degrado strutturale che, unitamente ad una presenza di personale medico e paramedico ridotta ai minimi termini, poneva gli utenti, che per necessità di urgenza vi si recavano, in condizioni di insicurezza, stante lo stato di forte e pericoloso degrado corticale e strutturale dell’edificio, non a norma secondo i parametri imposti dalle vigenti normative edilizie ed sismiche, risultando altresì privo di un reparto di pediatria o neonatologia.

Il paradosso che oggi inchioda i governanti

E qui scatta la verità che nessuno può più ignorare: la richiesta approvata ieri dal Consiglio Comunale di Melito è persino più prudente di quella avanzata nel 2019 da Occhiuto e Cannizzaro.

Ieri il territorio ha chiesto:

  • status di Ospedale Spoke, oppure
  • accorpamento funzionale al GOM per salvare il salvabile.

Nel 2019, invece, gli attuali governanti pretendevano il massimo: ospedale a pieno regime e Punto Nascita subito.

All’epoca la sanità era sotto commissariamento. Oggi, nel 2026, non lo è più: la sanità calabrese è gestita direttamente dal Presidente Roberto Occhiuto, mentre Francesco Cannizzaro guida la Città Metropolitana.

Le domande che nessuno vuole affrontare

Perché allora:

  • le liste d’attesa sono bloccate fino al 2028?
  • si spendono oltre 5 milioni a trimestre per l’elisoccorso privatizzato?
  • la Direttrice Generale dell’ASP, Maddalena Berardi, fugge sistematicamente dal confronto televisivo democratico?
  • tenta di censurare Capo Sud Channel?
  • diffonde veline aziendali piene di bugie?

Le carte ufficiali dell’ASP — a partire dalla Deliberazione n. 907/2024, firmata digitalmente dalla Berardi — mostrano un imbarazzante bluff contabile: fondi statali ordinari della vecchia Legge 67/88 per la TAC e residui Covid del 2020 per il Pronto Soccorso vengono spacciati come “investimenti epocali”.

Nel frattempo:

  • l’ex INAM viene smembrata tra Casa della Comunità di Roghudi e Annà
  • all’ex INAM intitolata al Dr. Tesorone si sbattono le porte in faccia ai pazienti

La verità è semplice: le carte cantano

Lo diciamo chiaramente all’ASP: noi non abbiamo l’anello al naso e i cittadini dell’Area Grecanica non hanno l’orecchino d’oro!

Se nel 2019 le richieste di rilancio del “Tiberio Evoli” erano “urgenti e sacrosante” dai banchi dell’opposizione a Roma, perché oggi che gli stessi firmatari hanno in mano le chiavi della Regione consentono ai propri burocrati di attuare questo saccheggio?

La delibera approvata ieri attiva l’articolo 39 dello Statuto Regionale per presentare una legge d’iniziativa dei Comuni. I Sindaci della vallata, che fino a ieri hanno rinviato ogni discussione per non disturbare gli equilibri delle imminenti elezioni metropolitane del 19 luglio, non hanno più scuse.

Non stanno votando una proposta del giornalista Vinci: stanno votando le stesse identiche cose che il loro Governatore e il loro leader metropolitano pretendevano sette anni fa.

Ora tocca ai Sindaci. E tocca subito.

È tempo che il Sindaco Annunziato Nastasi, nella sua qualità di primo cittadino del Comune in cui insiste l’ospedale, eserciti la propria leadership.


E’ tempo che il Sindaco Annunziato Nastasi, nella sua qualità di primo cittadino del Comune in cui insiste l’ospedale — centro più importante con i suoi oltre 10 mila abitanti e naturale capofila dell’Area Grecanica — provveda immediatamente a convare ad horas l’Assemblea dei Sindaci, rimasta senza guida dopo le dimissioni di Pierpaolo Zavettieri, oggi proiettato come candidato al Consiglio Metropolitano. Non possiamo perdere un solo secondo.

Non possiamo perdere un solo secondo. Come dichiarato ieri dallo stesso Nastasi in aula, i diritti dei cittadini devono essere anteposti alle poltrone, alle scadenze elettorali del 19 luglio e alle ambizioni personali dei pretendenti.

Le carte cantano. Chi oggi non firma la delibera unitaria smentisce clamorosamente i suoi stessi leader politici.

La ricreazione è finita. Usciamo dall’anonimato.

Di caposud

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