Stangata per l’ex sindaco Giuseppe Meduri ( (€ 55.777) e altri 9 tra ex assessori e consiglieri di maggioranza. Decisivi gli esposti della minoranza «Una città da Cambiare»

CATANZARO – La Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria della Corte dei conti, operante in composizione monocratica nella persona del Giudice designato dott. Carlo Efisio Marrè Brunenghi, ha pronunciato il decreto n. 6/2026 depositato il 20 luglio 2026. Il provvedimento definisce il giudizio sanzionatorio n. 24033 promosso dalla Procura regionale – rappresentata in udienza dal Vice Procuratore Generale dott.ssa Federica Pallone – relativo al dissesto finanziario del Comune di Melito di Porto Salvo. Il default dell’ente era stato formalmente dichiarato con la deliberazione n. 1 del 25 febbraio 2020 dal Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio comunale.

Il Giudice contabile ha accertato la responsabilità di dieci ex amministratori comunali della Giunta e del Consiglio in carica tra il 2016 e il 2019, condannandoli a pesanti sanzioni pecuniarie per colpa grave. È stato invece interamente rigettato il ricorso nei confronti dei due revisori dei conti operanti nel medesimo periodo, le cui condotte sono state ritenute prive del profilo di colpevolezza subiettiva.

Il Dispositivo della Condanna: Nomi e Sanzioni Pecuniarie

La Corte ha irrogato una sanzione determinata in misura pari a venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta a ciascun amministratore al momento della violazione. Gli importi precisi indicati nel dispositivo che gli interessati dovranno versare al Comune di Melito di Porto Salvo sono i seguenti:

  • Giuseppe Salvatore Meduri (Sindaco pro tempore, nato il 01.01.1967): € 55.777,40
  • Domenico Marcianò (Assessore e Consigliere, nato il 29.08.1977): € 30.677,60
  • Maria Apollonia Bruni (Assessore e Consigliere, nata il 14.04.1978): € 25.099,60
  • Carmelina Rita Nucera (Consigliere e Assessore, nata il 22.11.1988): € 25.099,60
  • Concetta Patrizia Crea (Assessore e Vice Sindaco, nata il 23.03.1979): € 15.298,80
  • Emma Toscano (Assessore e Consigliere, nata il 22.01.1977): € 12.549,80
  • Rocco Vincenzo De Pietro (Assessore e Consigliere, nato il 11.04.1964): € 12.549,80
  • Fabiana Cuzzucoli (Presidente del Consiglio comunale, nata il 08.07.1991): € 5.577,60
  • Ylenia Maria Zappia (Consigliere comunale, nata a Palmi il 26.08.1986 e residente in Svizzera): € 799,60
  • Paolo Scrivo (Consigliere e Assessore, nato a Reggio Calabria il 25.04.1990): € 799,60

I dieci ex amministratori sono stati inoltre condannati al pagamento in solido delle spese di giudizio in favore dell’Erario, liquidate dalla nota segretariale in complessivi € 5.744,42. Ai sensi dell’art. 134, comma 2 c.g.c., il Giudice ha concesso un termine massimo di quaranta giorni dalla notificazione per estinguere l’obbligazione mediante il pagamento immediato nella misura ridotta del 30% della sanzione originaria.

Salvi i due Revisori: Escluso il Nesso Eziologico Subiettivo

Il ricorso della Procura è stato integralmente respinto per carenza dell’elemento subiettivo della colpa grave nei confronti dei componenti dell’organo di revisione, che non figurano tra i condannati:

  1. Rag. Eleonora Teresa Iozzo (nata a Chiaravalle Centrale il 15.08.1961): difesa dall’avv. Giuseppe Pitaro (con delega d’udienza all’avv. Giuseppe Olanda). La Corte ha rilevato che la professionista l’8 maggio 2017 aveva formalmente trasmesso all’ente la relazione di sua firma (prot. n. 11455 del 17.05.2017) per sollecitare i responsabili di settore e la Giunta a una ricognizione puntuale dei debiti potenziali fuori bilancio e delle criticità sui residui attivi. La sua nota rimase del tutto priva di riscontro. Il Giudice ha statuito che la Iozzo, avendo adempiuto ai propri doveri di segnalazione, non avrebbe potuto esprimere un parere tecnico negativo motivato in assenza dei dati numerici e delle attestazioni che gli uffici comunali le avevano occultato.
  2. Dott. Gerardo Ciconte (nato a San Giovanni in Fiore il 08.05.1956): difeso dagli avv.ti Alessandra Kostner, Francesco Falcone e Giuseppe Falcone. Il dott. Ciconte era stato nominato revisore il 9 agosto 2018 e ha firmato il parere favorevole all’assestamento di bilancio il giorno successivo, 10 agosto 2018, operando peraltro in regime di proroga. Il Giudice ha ritenuto che il ristrettissimo margine temporale a disposizione non gli consentisse, in concreto, una condotta esigibile diversa da una presa d’atto formale della documentazione predisposta dagli uffici.

In virtù del rigetto, la Corte ha condannato il Comune di Melito di Porto Salvo a pagare la somma di € 1.500,00 oltre IVA, CPA e spese generali per ciascuno dei due collegi difensivi dei revisori prosciolti.

La Cronistoria degli Atti Contestati e l’Impalcatura dell’Illecito

Nel merito, il Giudice ha acclarato che gli amministratori hanno agito in palese e pervicace contrasto con le deliberazioni vincolanti della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti (n. 50/2016, n. 84/2017, n. 22/2018, n. 100/2018 e n. 2/2019) che avevano ripetutamente segnalato parametri strutturali deficitari, abuso delle anticipazioni di cassa e sovrastima dei residui attivi.

Il nucleo dell’illecito contabile si è basato sulla sottoscrizione e approvazione a maggioranza di specifiche deliberazioni strategiche, ripartite secondo le singole responsabilità personali emerse dal voto:

  • La delibera di Giunta Comunale n. 114 del 29.04.2017 (Riaccertamento ordinario dei residui al 31.12.2016) e le successive delibere di Consiglio Comunale n. 34 (presa d’atto del riaccertamento) e n. 35 del 24.05.2017 (Approvazione del Rendiconto di Gestione Esercizio 2016): approvate da Meduri, Crea, Marcianò, Toscano, Bruni e De Pietro. I consiglieri Cuzzucoli, Nucera, Zappia e Scrivo hanno concorso con voto favorevole alle delibere consiliari n. 34 e 35.
  • La delibera di Consiglio Comunale n. 39 del 22.08.2018 (Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2018): approvata con il voto favorevole di Meduri, Crea, Marcianò, Toscano, Bruni, Cuzzucoli, Nucera, Zappia e Scrivo (risultava assente De Pietro).

I Numeri del Dissesto: Una Massa Passiva Occultata da 10,6 Milioni

Le verifiche condotte dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Reggio Calabria (procedimento penale n. 778/2019 RGNR) e le perizie della dott.ssa Mariaconcetta Tripodi hanno quantificato in € 10.603.554,96 la reale entità della massa passiva occultata nei bilanci dell’ente per ottenere un risultato di gestione apparentemente positivo, a fronte di un debito complessivo stimato al momento del dissesto in € 28.773.777,90 al netto del fondo di rotazione.

La macroscopica sottovalutazione finanziaria si articola su precisi capitoli di spesa:

  1. Oneri di conferimento RSU in Discarica (Regione Calabria): Antecedentemente al 2016, il Comune di Melito di Porto Salvo aveva maturato un debito nei confronti della regione Calabria almeno pari a € 3.670.084,36. Tuttavia, dal riaccertamento risulta iscritto un importo complessivamente pari a € 775.144,74 (un occultamento di € 2.894.939,62). Per il solo esercizio 2016, a fronte di un debito di € 905.152,44, gli amministratori hanno impegnato sul Capitolo 1288 solo € 64.757,79, registrando fittiziamente un’economia di competenza virtuosa di € 118.742,21 (invece di iscrivere un debito fuori bilancio per la competenza residua di € 721.652,44). Lo scostamento complessivo sui rifiuti per l’anno 2016 è stato calcolato in € 840.394,65.
  2. Il Caso Locride Ambiente S.p.A.: Per gli oneri di conferimento rifiuti del 2016, il Comune ha trattenuto dalle fatture emesse dalla società appaltatrice € 568.686,20 destinate alla Regione Calabria. Di questa somma, l’amministrazione ha versato solo € 180.000,00, occultando un debito residuo certo e liquido di € 388.686,20 che è stato trasformato illegittimamente in una posta attiva di risparmio.
  3. Fornitura Acqua Idropotabile (1981-2004): Il Comune ha omesso di inserire tra i residui passivi del consuntivo 2016 l’importo totale non saldato dovuto alla Regione Calabria per le annualità storiche comprese tra il 1981 e il 2004, pari a ben € 2.859.257,43. Gli uffici si erano limitati ad annotare unicamente piccoli residui legati alle sole annualità 2013, 2015 e 2016.
  4. Fornitures di Energia Elettrica (Enel ed Enegan): A fronte di fatture emesse dai gestori nel 2016 per complessivi € 2.090.693,09, l’amministrazione Meduri ha formalizzato un impegno di spesa di soli € 406.053,00 (rispetto a uno stanziamento previsionale di € 1.298.900,00). Gli amministratori hanno artatamente registrato un’economia di competenza pari a € 892.973,12 sottraendo la somma pagata ad Enel (€ 229.679,97) dallo stanziamento virtuale. La Corte ha certificato che la differenza reale tra il fatturato dovuto e il pagato, dedotto il previsionale, configurava un Debito Fuori Bilancio occultato pari a € 562.113,12.
  5. Altre Passività e Omissioni: Sono stati accertati ulteriori debiti fuori bilancio per l’esercizio 2016 pari a € 1.939.224,83, ai quali si sono sommate passività emerse successivamente all’approvazione del consuntivo 2016 per altri € 1.119.053,11.
  6. Il Buco Finanziario nell’Assestamento 2018: Nel corso della seduta consiliare del 22 agosto 2018, la maggioranza ha approvato l’assestamento occultando un disequilibrio reale di cassa pari a ben € 18.815.508,64. Per sanare cartolarmente il bilancio, gli amministratori hanno inserito una serie di poste attive e di entrate correnti fittizie prive di titolo giuridico, tentando di spalmare sui bilanci futuri gli errori del 2016.

Il quadro politico e il ruolo degli esposti della minoranza

Per completezza nel ricostruire lo scenario dell’ente sotto l’amministrazione Meduri (eletto a maggio 2015 con la lista Melito nel Cuore), va specificato il ruolo dei consiglieri che non sono stati attinti dalle sanzioni pecuniarie:

  • I consiglieri di minoranza della lista “Una città da Cambiare”: Antonina Iaria e Carmelo Minniti. Tra il 2017 e il 2018, sono stati esclusivamente loro due i firmatari dei tre dettagliati esposti inviati alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza, , denunciando:
  • debiti non iscritti a bilancio (oltre € 8.278.498,25);
  • debiti fuori bilancio non riconosciuti (oltre € 3.4 milioni);
  • irregolarità nel riaccertamento residui 2016;
  • pareri dei revisori incompleti o non veritieri;
  • violazioni dei principi contabili del D.Lgs. 118/2011;
  • assenza di documentazione essenziale (fatture energia elettrica, rateizzazioni Equitalia, oneri discarica)

Le loro contestazioni furono tutte respinte dalla maggioranza nelle sedute consiliari del 24 maggio 2017 e del 22 agosto 2018. Queste denunce, che segnalavano i debiti occulti e le irregolarità nei riaccertamenti, hanno dato ufficialmente il via alle indagini PEF che hanno poi confermato il buco di bilancio

  • Gli altri consiglieri non sanzionati: Daniela Demetrio e Domenico Scambia (consiglieri di minoranza della lista Melito Cambia) e i consiglieri di maggioranza Antonino Meduri, Bruno Sergi e Natale Praticò, questi ultimi rimasti esclusi dal provvedimento poiché risultavano assenti al momento del voto sulle delibere contestate.

LE INDAGINI DELLA GUARDIA DI FINANZA

La G.d.F. – Nucleo PEF Reggio Calabria – ha svolto indagini su delega della Procura (procedimento penale n. 778/19), accertando:

  • mancata iscrizione di debiti verso Regione Calabria (acqua, discarica, RSU);
  • mancata iscrizione di debiti verso Enel ed Enegan (oltre € 1 milione);
  • mancato riconoscimento di debiti fuori bilancio (energia, igiene urbana);
  • irregolarità nella riclassificazione del patrimonio;
  • pareri dei revisori non completi;
  • differenze contabili non spiegate;
  • documentazione non reperita negli uffici comunali.

Le risultanze della Guardia di Finanza sono state trasmesse alla Procura e alla Corte dei Conti.

IL PROCEDIMENTO PENALE ANCORA IN CORSO

Presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria è pendente il procedimento penale n. 778/19 RGNR, che coinvolge:

Meduri Giuseppe Salvatore + 11 amministratori e revisori

Il reato ipotizzato riguarda:

  • falsità ideologica in atti pubblici (artt. 476–479 c.p.)
  • omessa iscrizione di debiti certi
  • irregolarità contabili rilevanti ai fini del dissesto

Il procedimento è ancora in fase di valutazione.

IL COLLEGIO DIFENSIVO

Gli amministratori e i revisori sono difesi da un ampio collegio di avvocati:

Difensori principali

  • Avv. Giovanni Iamonte
  • Avv. Antonino Curatola
  • Avv. Giuseppe Pitaro
  • Avv. Francesco Falcone
  • Avv. Alessandra Kostner
  • Avv. Emilia Pino
  • Avv. Francesco Siclari
  • Avv. Giuseppe Olanda

Difese presentate

Gli avvocati hanno eccepito:

  • nullità del ricorso per genericità;
  • violazione del contraddittorio;
  • mancanza di prova del nesso causale;
  • richiesta di riduzione delle sanzioni.

Respinto il Collegio Difensivo: Rigettate tutte le Eccezioni

Il vasto collegio difensivo degli amministratori – guidato dagli avvocati Giovanni Iamonte, Antonino Curatola ed Emilia Pino – ha tentato di eccepire la nullità del ricorso per genericità, la violazione del contraddittorio e la mancanza di prova sul nesso causale. La difesa ha invocato l’esimente politica (art. 1, comma 1-ter L. 20/94) sul presupposto che gli amministratori si fossero fidati dei pareri tecnici dei dirigenti.

Il Giudice ha respinto in toto le eccezioni preliminari e di merito, statuendo che:

  • Non sussiste alcuna lesione del diritto di difesa: gli atti della Guardia di Finanza costituiscono piena efficacia probatoria e gli amministratori conoscevano perfettamente le delibere da loro stessi firmate.
  • L’esimente politica decade totalmente in presenza di ripetute, formali e vincolanti indicazioni contrarie provenienti dall’organo supremo di controllo (la Corte dei Conti), che azzerano la presunta buona fede della Giunta.
  • Sono infondate le eccezioni di prescrizione e decadenza (ex Legge 689/1981): la sanzione non è un atto amministrativo ma una misura giurisdizionale il cui termine di prescrizione quinquennale inizia a decorrere unicamente dal momento in cui si verifica l’evento del danno, ossia la data della delibera di dissesto (25 febbraio 2020). Il ricorso della Procura, depositato il 12 settembre 2024, è dunque pienamente tempestivo

Effetti Interdittivi Automatici e Processo Penale Pendente

Il decreto emesso dalla Sezione Giurisdizionale non è ancora definitivo: gli ex amministratori avranno diritto di proporre appello dinnanzi alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti. L’istanza di sospensione del giudizio in attesa del processo penale è stata rigettata stante la totale autonomia e separatezza dei due binari giuridici.

Ciò nonostante, il decreto fissa un punto di non ritorno: l’accertamento della responsabilità per colpa grave determina l’effetto dichiarativo automatico e consequenziale delle sanzioni interdittive e di status. Gli atti sono stati trasmessi all’autorità amministrativa competente per l’applicazione del divieto assoluto di ricoprire incarichi di assessore, revisore o rappresentante di enti pubblici per 10 anni, nonché l’incandidabilità assoluta dell’ex sindaco Giuseppe Meduri per un periodo di 10 anni a cariche comunali, regionali, nazionali ed europee (ex art. 248, comma 5 TUEL).

Sullo sfondo resta infine attivo, in fase dibattimentale, il parallelo procedimento penale (n. 778/19 RGNR) instaurato presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che vede Meduri e altri 11 imputati chiamati a rispondere dei reati di falsità ideologica in atti pubblici (artt. 476-479 c.p.), omessa iscrizione di debiti certi e irregolarità contabili finalizzate al falso in bilancio.

Gli esposti dei consiglieri di minoranza e le risultanze della Guardia di Finanza hanno alimentato un filone penale parallelo, che dovrà accertare eventuali responsabilità di natura penale rispetto alle condotte amministrative e contabili contestate.

Conclusione

Il Decreto n. 6/2026 della Corte dei Conti rappresenta uno dei capitoli più rilevanti della storia amministrativa recente di Melito di Porto Salvo:

una vicenda complessa, segnata da scelte contabili contestate, da esposti della minoranza, da indagini della Guardia di Finanza e da un procedimento penale ancora in corso. Il provvedimento non è definitivo: gli amministratori potranno proporre opposizione e successivi gradi di giudizio.

Ma segna, comunque, un passaggio decisivo nella ricostruzione delle responsabilità che hanno condotto al dissesto dell’Ente.






🟥 CONDANNE PECUNIARIE EX AMMINISTRATORI (Totale sanzioni: oltre € 240.000)
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• Giuseppe Salvatore Meduri (Ex Sindaco)        👉 € 55.777,40
• Domenico Marcianò (Ex Assessore)              👉 € 30.677,60
• Maria Apollonia Bruni (Ex Assessore)          👉 € 25.099,60
• Carmelina Rita Nucera (Ex Cons./Ass.)         👉 € 25.099,60
• Concetta Patrizia Crea (Ex Vice Sindaco)      👉 € 15.298,80
• Emma Toscano (Ex Assessore)                   👉 € 12.549,80
• Rocco Vincenzo De Pietro (Ex Assessore)       👉 € 12.549,80
• Fabiana Cuzzucoli (Ex Pres. Consiglio)         👉 €  5.577,60
• Ylenia Maria Zappia (Ex Consigliere)          👉 €    799,60
• Paolo Scrivo (Ex Consigliere/Ass.)            👉 €    799,60

🟩 RICORSI RESPINTI (Nessuna sanzione - Spese legali a carico del Comune)
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• Eleonora Teresa Iozzo (Revisore)              👉 ASSOLTA (Ha segnalato i debiti)
• Gerardo Ciconte (Revisore)                    👉 ASSOLTO (Nomina a ridosso del voto)

Di caposud

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