Il Sindaco di Melito di Porto Salvo, Annunziato Nastasi, ha chiesto alla Regione Calabria interventi urgenti per salvaguardare il comparto agrumicolo.
L’ondata di calore di luglio ha colpito duramente i bergamotteti dell’Area Grecanica, devastando la distesa di coltivazioni che rappresenta il cuore produttivo e identitario del territorio.
Gli agricoltori segnalano una situazione drammatica: i frutti, ancora acerbi, sono stati “lessati” dal caldo e cadono prematuramente dagli alberi, interrompendo il ciclo di maturazione e rendendo impossibile la lavorazione per l’estrazione delle essenze o la vendita.

Il Sindaco di Melito di Porto Salvo, Annunziato Nastasi, ha inviato una richiesta urgente di incontro al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e all’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, per sollecitare interventi immediati a tutela del comparto agrumicolo. Nel documento ufficiale si evidenzia come la siccità e le temperature eccezionalmente elevate stiano compromettendo il raccolto e mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei bergamotteti, che svolgono anche una funzione di difesa contro la desertificazione del territorio.
I danni riscontrati dalle aziende agricole
📌 Scottature della buccia e alterazioni dei frutti
📌 Cascola precoce, con caduta prima della maturazione
📌 Compromissione della qualità dell’essenza, principale valore commerciale del bergamotto
Il bergamotto, agrume simbolo dell’Area Grecanica, è particolarmente sensibile alle ondate di calore: la buccia sottile lo rende vulnerabile all’irraggiamento solare e alle alte temperature. Eventi simili si erano già verificati nel luglio 2023 e nel lontano 1949, confermando che il cambiamento climatico sta modificando profondamente gli equilibri agricoli della fascia ionica.
Appello alle istituzioni
Il Comune chiede alla Regione di predisporre provvidenze e misure di sostegno per i coltivatori danneggiati e di avviare un piano di prevenzione per contrastare gli effetti delle future ondate di calore. La produzione di quest’anno, già ridotta, rischia di subire una perdita superiore al 70–80%, con gravi ripercussioni economiche e ambientali.
