Ventun anni dall’omicidio Fortugno, Cirillo alla Camera: «Dalla memoria la responsabilità di dare futuro ai giovani»
Il presidente del Consiglio regionale della Calabria è intervenuto a Roma al convegno promosso dall’Associazione Ex Parlamentari: «Costruire un ponte tra chi allora gridò “E adesso ammazzateci tutti!” e chi oggi cerca ragioni per restare».
ROMA / REGGIO CALABRIA – A ventun anni dal tragico omicidio di Francesco Fortugno, medico e vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria assassinato a Locri il 16 ottobre 2005, la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma ha ospitato l’incontro “Lotta alle mafie e prospettive di sviluppo. Dopo ventun anni dall’omicidio di Francesco Fortugno”, promosso dall’Associazione Ex Parlamentari della Repubblica.
All’iniziativa, che ha riunito importanti figure istituzionali e della società civile, ha preso parte il presidente dell’Assemblea legislativa calabrese, Salvatore Cirillo, portando una riflessione incentrata sul legame tra memoria storica, impegno politico e riscatto generazionale.
«Onorare Francesco Fortugno significa custodirne la memoria, ma soprattutto trasformarla in responsabilità. Quei giovani che ventuno anni fa scesero in piazza rivendicavano una Calabria libera dalla paura e chiedevano un cambiamento. Oggi quella domanda arriva dentro le istituzioni e ci impone di tradurla in scelte, partecipazione e opportunità concrete per le nuove generazioni».
Il ricordo personale e il debito verso la piazza di Locri
Nel suo intervento, Cirillo ha tracciato un parallelismo tra la propria esperienza personale e il percorso collettivo della regione: «Quando Francesco Fortugno venne ucciso avevo dieci anni, stavo per compierne undici. A quell’età non si comprende tutto, ma certe immagini rimangono. E rimane soprattutto ciò che accadde dopo: quei ragazzi poco più grandi di me che decisero di esporsi e gridarono “…E adesso ammazzateci tutti!”. In quelle parole c’erano indignazione, coraggio e una forte richiesta di cambiamento».
«Oggi presiedo l’Assemblea della quale Fortugno era vicepresidente – ha proseguito Cirillo – e sento la responsabilità di tenere insieme quella memoria e le aspettative dei giovani di oggi, costruendo un ponte tra chi allora alzò la voce e chi oggi cerca ragioni per credere nella propria terra».
Legalità e sviluppo: non solo contrasto, ma creazione di opportunità
Ripercorrendo i progressi compiuti dal 2005 a oggi, il presidente del Consiglio regionale ha evidenziato come la collaborazione tra istituzioni, magistratura e forze dell’ordine abbia consolidato la barriera contro la criminalità organizzata. Tuttavia, la risposta non può esaurirsi sul piano repressivo:
«Contrastare il malaffare significa certamente affermare la legalità, ma anche costruire alternative e opportunità. È questa la bussola che deve continuare ad orientare la nuova stagione politica regionale: riconoscere ai giovani spazio e responsabilità, sostenere studio, lavoro e merito e creare le condizioni perché possano mettere le proprie competenze al servizio della Calabria».
Tra le misure concrete citate da Cirillo figurano il Piano regionale per la restituzione e valorizzazione sociale dei beni confiscati e le progettualità avviate con il Ministero dell’Interno e le scuole per prevenire la dispersione scolastica e rafforzare la cultura della legalità.
I partecipanti all’iniziativa
L’incontro è stato moderato dal giornalista Paolo Di Giannantonio, con gli indirizzi di saluto introdotti dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani, dal presidente dell’Associazione Ex Parlamentari Giuseppe Soriero e dall’onorevole Maria Grazia Laganà, vedova di Fortugno. Tra i relatori principali sono intervenuti la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo e Romano Prodi, alla presenza di esponenti politici come Rosy Bindi, Agazio Loiero, Wanda Ferro e il ministro della Salute Orazio Schillaci.
I lavori dell’incontro sono consultabili in registrazione video sulla WebTv ufficiale della Camera dei Deputati al link: webtv.camera.it/evento/32510.