“Unione dei Comuni – madre di tutte le soluzioni, figlia di tutte le rinunce.”

La proposta di CapoSud di una nuova governance territoriale è stata condivisa a approvata pubblicamente. Da allora, solo silenzi e rinvii. L’Area Grecanica non può essere ostaggio dell’immobilismo politico.

L’8 novembre 2025, davanti alle telecamere, davanti ai cittadini e davanti alla storia, i Sindaci dei Comuni dell’Area Grecanica hanno fatto qualcosa che non avevano mai fatto prima: hanno ammesso che da soli non ce la fanno. Hanno riconosciuto che l’Assemblea dei Sindaci non funziona. Hanno riconosciuto che il territorio è fermo. Hanno riconosciuto che serve una governance nuova.

E soprattutto hanno approvato, all’unanimità, la proposta di Capo Sud sulla nascita dell’Area dello Ionio Meridionale: 15 Comuni, 43.000 abitanti, una sola voce.

Lo hanno fatto davanti alle telecamere. Lo hanno fatto davanti ai cittadini. Lo hanno fatto davanti a se stessi.

Poi, appena si sono spente le luci, sono tornati al silenzio.

Quattro mesi. Quattro mesi senza una riunione. Quattro mesi senza un atto. Quattro mesi senza un solo passo avanti.

E mentre loro tacciono, il territorio parla. E parla con la voce delle frane, delle mareggiate, delle strade che crollano, delle coste che spariscono, delle famiglie che vivono nell’incertezza. Il ciclone Harry  ha fatto quello che la politica non fa da anni: ha mostrato la verità.

Una verità scomoda: l’Area Grecanica è fragile non solo nella terra, ma nella politica. Fragile perché divisa. Fragile perché lenta. Fragile perché incapace di trasformare le parole in fatti.

Eppure, l’8 novembre, il titolo della puntata era chiarissimo: “Unione dei Comuni – madre di tutte le soluzioni, figlia di tutte le rinunce.”

E le rinunce, puntuali, sono tornate. Sono tornate appena è finito l’applauso. Sono tornate appena è finita la diretta. Sono tornate appena è finita la responsabilità pubblica.

È ora di dirlo senza filtri: i Sindaci devono uscire dall’ambiguità.

Non si può parlare di unità e poi agire da solisti. Non si può invocare il territorio e poi difendere il proprio orticello. Non si può chiedere fiducia ai cittadini e poi sparire per mesi.

La politica locale non può continuare a vivere di annunci, di tavoli, di foto, di promesse che evaporano appena si chiude la porta della sala consiliare.

Perché la verità è questa: senza una governance unica, l’Area Grecanica non conta nulla. Non conta sulla sanità. Non conta sulla SS106. Non conta sulla difesa costiera. Non conta sulle infrastrutture. Non conta nei tavoli regionali. Non conta nei tavoli nazionali.

E un territorio che non conta è un territorio che perde. Perde risorse. Perde opportunità. Perde giovani. Perde futuro.

Adesso basta.

Non servono altre parole. Non servono altri convegni. Non servono altre promesse.

Serve una sola cosa: coerenza. Coerenza con ciò che è stato detto. Coerenza con ciò che è stato approvato. Coerenza con ciò che è stato promesso davanti ai cittadini.

L’Area dello Ionio Meridionale non è un’idea. È un impegno. È un atto dovuto. È l’unica strada per evitare che questo territorio continui a scivolare verso l’irrilevanza.

I Sindaci hanno parlato. I cittadini hanno ascoltato. Le telecamere hanno registrato.

Adesso è il momento di agire. E chi non agirà, dovrà assumersi la responsabilità di spiegare perché ha tradito la parola data.

Di caposud

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