I dati di Confesercenti segnalano a luglio contrazioni fino al 30% tra i commercianti, nonostante i record passeggeri dello Stretto. La programmazione invernale di Ryanair taglia i voli internazionali lasciando solo Barcellona.
REGGIO CALABRIA – L’aumento dei passeggeri all’Aeroporto dello Stretto è un risultato importante, ma non si traduce automaticamente in una crescita dell’economia turistica reale. A lanciare l’allarme è Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria e Reggio Calabria, commentando la nuova programmazione invernale (Winter) di Ryanair e i dati provvisori sull’andamento della stagione estiva sul territorio reggino.
La strategia commerciale della compagnia low-cost per i mesi invernali prevede il mantenimento di un unico collegamento internazionale diretto (quello con Barcellona), concentrando il resto dell’offerta sulla rete domestica. Sebbene i voli nazionali garantiscano un servizio essenziale per la mobilità dei residenti, lo studio di Confesercenti evidenzia che sono le rotte internazionali a intercettare nuovi mercati e a generare pernottamenti e consumi duraturi.
A confermare la discrepanza tra flussi aeroportuali e ricadute economiche sono le rilevazioni condotte dall’associazione tra le imprese associate di commercio, pubblici esercizi e accoglienza extralberghiera:
- Luglio: Registrate contrazioni omogenee del fatturato comprese tra il 15% e il 30% rispetto allo scorso anno.
- Agosto: Si osserva un lieve recupero rispetto al mese precedente, ma i livelli rimangono al di sotto della stagione 2025.
«Da tempo insisto sulla necessità di passare dai flussi al valore», dichiara il presidente Aloisio. «Avere più passeggeri in aeroporto non significa automaticamente avere più turisti e maggiore spesa sul territorio. Reggio Calabria possiede un patrimonio straordinario – tra mare, borghi, archeologia ed enogastronomia – ma la semplice somma di queste attrazioni non basta a creare una destinazione turistica fruibile».
Per superare la gestione frammentata dell’offerta, Confesercenti chiede con urgenza l’istituzione di una DMO (Destination Management Organization). Non una nuova struttura burocratica, bensì una regia operativa pubblico-privata dotata di competenze specifiche, capace di programmare gli investimenti sui mercati esteri, coordinare i servizi locali (trasporti, accoglienza, commercio) e governare lo sviluppo turistico. Un processo strutturato che l’associazione sta già supportando a livello digitale con la web app ReggioCalabriaGuide.it, ma che richiede un sistema integrato per trasformare stabilmente i passeggeri in risorsa economica per le imprese, oggi schiacciate anche dal rincaro dei costi energetici.
