A Genova, dopo il crollo del Ponte Morandi, nacque una “canzone per chi ha Genova nel cuore”: un simbolo di una città che reagisce e si rialza. A Melito, quella canzone – nei fatti – è già stata scritta. Le parole sono semplici e potenti: si può fare, si può ripartire, si può ricostruire. Le hanno scritte l’amministrazione Nastasi e i tecnici del Comune, che hanno saputo lavorare senza “autotune”, in perfetta sintonia con le istituzioni centrali e periferiche dello Stato.

Oggi, a Melito, manca solo un compositore capace di trasformare in musica ciò che sta accadendo: la ricostruzione dopo il ciclone Harry. I protagonisti ci sono già e rappresentano il volto di una città del Sud che non si piange addosso, ma reagisce. Mancano solo le parole e le note di una canzone capace di raccontare – finalmente in positivo – la nostra terra. E l’area grecanica, di artisti, ne ha tanti. Chissà.

Il ciclone Harry e i danni al Lungomare dei Mille

Il ciclone ha devastato una parte significativa della passeggiata: circa 100 metri di corsia e marciapiede crollati, rampa e spiaggia distrutte, danni pesanti a lidi e attività commerciali. Un colpo durissimo per un luogo simbolo della comunità.

Di fronte a questo scenario, il sindaco di Melito, Annunziato Nastasi, ha chiesto misure straordinarie per la ripartenza.

La risposta non si è fatta attendere: Governo e territorio hanno avviato subito un confronto operativo, con un vertice nella sede della Protezione Civile di Melito alla presenza, tra gli altri, del ministro Nello Musumeci e del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

A fine gennaio è arrivato anche il sopralluogo del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha confermato lo stanziamento immediato di risorse per riparare i danni alle infrastrutture.

Dalle parole ai fatti: nasce il “Modello Melito”

Il sindaco Nastasi non si è limitato a gestire l’emergenza con misure rapide di sicurezza e assistenza, evitando danni alle persone. Ha continuato a lavorare senza sosta alla ricostruzione, dimostrando che quando competenza politica, capacità tecnica e sinergia istituzionale si incontrano – Comune, Regione, Stato – anche ciò che un ciclone distrugge può essere ricostruito in tempi record.

In meno di un mese, Melito ha già rimesso in piedi 100 metri di lungomare. Manca l’asfalto, mancano le rifiniture, ma il più è fatto. Ed è questo il vero simbolo: una città che reagisce, che non aspetta, che non si arrende.

Un “ciclone” politico e istituzionale, questa volta positivo, che ha trasformato un disastro in un modello di ricostruzione rapida e concreta.

Di caposud

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