Curarsi in Calabria, la sfida delle CAR-T: il GOM tra i primi poli in Italia con 120 interventi salvavita
Nel convegno a Palazzo Alvaro il bilancio sui sei anni di terapie cellulari avanzate al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria: efficacia clinica pari ai centri del Nord, mobilità attiva con pazienti da fuori regione e le strategie per superare i nodi strutturali della sanità meridionale
Redazione Capo Sud News • Servizio e interviste a cura di Domenico Vinci e Giuseppe Toscano[cite: 11] | Palazzo Alvaro, Reggio Calabria
SPECIALE TGCurarsi in Calabria: la sfida alla migrazione sanitaria
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REGGIO CALABRIA – La mobilità sanitaria passiva continua a rappresentare uno dei principali fattori di disuguaglianza nell’accesso ai servizi di cura in Italia, costringendo ogni anno migliaia di cittadini del Meridione a intraprendere i cosiddetti «viaggi della speranza» verso le strutture ospedaliere del Centro-Nord[cite: 2, 11]. Un fenomeno dai risvolti sociali ed economici pesantissimi per le famiglie calabresi che, tuttavia, trova proprio a Reggio Calabria una concreta e documentata inversione di rotta nel settore dell’ematologia e delle terapie geniche e cellulari.
Nella prestigiosa cornice della sala conferenze di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, si sono celebrati i sei anni dall’introduzione delle innovative terapie CAR-T nel congresso scientifico intitolato «Curarsi in Calabria, la sfida alla migrazione sanitaria», promosso dalla Divisione di Ematologia e dal Centro Unico Regionale Trapianti di Cellule Staminali e Terapie Cellulari (CTMO) del Grande Ospedale Metropolitano «Bianchi-Melacrino-Morelli».
I Numeri del Polo CAR-T del G.O.M. di Reggio Calabria
- Circa 120 procedure CAR-T eseguite: trattamenti complessi effettuati con successo dal 2020 ad oggi su pazienti affetti da tumori ematologici avanzati privi di ulteriori alternative terapeutiche[cite: 11].
- 6° centro in Italia per volumi di cura: il presidio reggino si attesta stabilmente ai vertici nazionali per numero di erogazioni complessive.
- Primo centro del Sud Italia: il GOM è stato pioniere assoluto nel Mezzogiorno ad avviare la somministrazione commerciale e clinica delle CAR-T già nel 2020
- Efficacia clinica paritaria: i dati di benchmarking certificano risultati di remissione e controllo della malattia sovrapponibili a quelli dei centri di riferimento del Centro-Nord[cite: 11].
- Migrazione sanitaria attiva: pazienti provenienti da altre regioni d’Italia raggiungono Reggio Calabria per accedere alla terapia genica e alle cure avanzate per la talassemia.
Dott. Massimo Martino: «Cure salvavita e standard nazionali, non serve andare fuori»
A tracciare il bilancio del percorso è il dottor Massimo Martino, Direttore dell’UOC di Ematologia e del CTMO del GOM nonché Presidente nazionale del GITMO[cite: 3, 11]:
«Abbiamo raggiunto circa 120 procedure CAR-T nel corso di questi anni, collocandoci al sesto posto in Italia per volumi erogati[cite: 11]. Parliamo di terapie destinate a pazienti che non avevano più opzioni e che possono portare a una concreta guarigione[cite: 11]. I nostri dati di confronto con gli altri centri dimostrano che i risultati ottenuti qui sono assolutamente sovrapponibili: in campo ematologico non vi è alcuna necessità clinica di emigrare[cite: 11]. Chi sceglie di farlo, lo fa per ragioni personali e non per carenza dell’offerta assistenziale»[cite: 11].
Il dottor Martino ha inoltre rimarcato la centralità del modello integrato dell’ospedale: «Non ha senso parlare di eccellenze isolate[cite: 11]. La complessità delle CAR-T richiede una squadra multidisciplinare affiatata: rianimatori, chirurghi, pneumologi, neurologi, infettivologi e laboratori d’analisi sono determinanti per gestire le complicanze cliniche più severe e garantire la piena sicurezza del paziente»[cite: 11].
Dott. Pasquale Veneziano: «Ritardo tecnologico, liste d’attesa e fuga dei medici»
Sulle cause profonde che alimentano la mobilità sanitaria interregionale si è soffermato il dottor Pasquale Veneziano, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria[cite: 3, 11]:
«L’esperienza del GOM dimostra che le competenze esistono e sono già una realtà consolidata, ma al Sud scontiamo nodi strutturali storici[cite: 11]. L’alta tecnologia arriva spesso con 5 o 6 anni di ritardo rispetto al Nord[cite: 11]. Inoltre, dobbiamo evitare che i giovani medici più capaci vadano via: servono incentivi economici e condizioni di lavoro attrattive[cite: 11]. Quando i nostri professionisti emigrano, finiscono per diventare involontariamente poli di richiamo al Nord per familiari e concittadini»[cite: 11].
Veneziano ha evidenziato anche le criticità organizzative territoriali: «Il blocco delle convenzioni con le strutture accreditate, come avvenuto per l’urologia, scarica un carico ingestibile sull’ospedale pubblico con liste d’attesa di mesi, costringendo le persone a partire[cite: 11]. La presa in carico deve essere globale e di squadra»[cite: 11].
Dott. Salvatore Costarella: «La sanità non è un costo ma un diritto: il GOM attrae pazienti da fuori»
Il Direttore Sanitario del GOM, Salvatore Costarella, ha ribadito la missione del polo metropolitano reggino nella tutela della salute pubblica[cite: 11]:
«Le CAR-T e la terapia genica rappresentano il paradigma della buona sanità pubblica[cite: 11]. Sono trattamenti altamente onerosi, ma la direzione strategica dell’ospedale non ha mai esitato a investire le risorse necessarie: la salute è un diritto sancito per tutti, non un privilegio per pochi[cite: 11]. Non si persegue il mero risparmio tagliando i servizi, ma eliminando gli sprechi e investendo sulla qualità[cite: 11]. Con le terapie avanzate e la cura della talassemia registriamo addirittura una migrazione al contrario, con pazienti da fuori regione che scelgono Reggio Calabria»[cite: 11].
Costarella ha poi richiamato gli investimenti uniformi dell’azienda ospedaliera nel polo di chirurgia robotica e nel Centro Cuore, a dimostrazione di una crescita coordinata di tutto il nosocomio reggino[cite: 11].
Daniela Iiriti: «La Regione a sostegno della ricerca e dei percorsi assistenziali di rete»
Nel dibattito istituzionale è intervenuta la Consigliera Regionale della Calabria Daniela Iiriti, sottolineando l’importanza della vicinanza tra decisori politici e operatori sanitari[cite: 11]:
«Valichiamo i confini internazionali nella ricerca medica per consentire ai malati di rimanere a curarsi nella propria terra[cite: 11]. Le cure personalizzate restituiscono dignità e qualità di vita ai pazienti e alleggeriscono le famiglie da pesi umani ed economici enormi[cite: 11]. Come Regione Calabria siamo impegnati ad affiancare le eccellenze sanitarie, potenziando i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) e una rete solida tra oncologia ed ematologia per garantire equità di accesso su tutto il territorio»[cite: 11].
Il confronto con Azienda Zero e gli specialisti nazionali
La mattinata di lavori ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali e accademiche[cite: 3]. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco metropolitano Francesco Cannizzaro, del Presidente del Consiglio Regionale Salvatore Cirillo e del Commissario Straordinario GOM Tiziana Frittelli, si sono susseguite le relazioni scientifiche di Francesco Di Raimondo (Catania), Adriano Venditti (Tor Vergata Roma), Gianfranco Pittari (USA), dell’economista Francesco Schiavone e del Presidente della III Commissione Sanità regionale Angelo Brutto[cite: 3].
A tirare le fila del congresso è stata la tavola rotonda moderata da Paola Militano con i vertici di Azienda Zero — il Direttore Generale Gandolfo Miserendino e il Direttore Sanitario Domenico Minniti — insieme alla professoressa Teresa Marafioti (University College London), uniti nel ribadire la necessità di programmare la sanità calabrese valorizzando i poli ad alta complessità per trattenere professionalità e risorse nel Meridione[cite: 3].
Produzione editoriale: Capo Sud Television Channel (caposudtelevisionchannel.it) & TCS Channel
Servizio TG e riprese: Domenico Vinci Giuseppe Toscano
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