Dalla mareggiata del 2007 al 2026: una storia di abbandono, commissariamenti‑fantoccio e milioni di euro evaporati. Melito paga, le Ferrovie incassano. E nessuno chiede il conto.

IL DISASTRO ANNUNCIATO

Melito di Porto Salvo non è Gaza, ma le immagini che scorrono sotto la stazione ferroviaria sembrano quelle di un bombardamento. Un muro sventrato, ferri arrugginiti, sottopassi franati, voragini aperte dal mare. E sopra tutto questo, come se nulla fosse, continuano a passare treni.

Sono passati 19 anni dalla mareggiata del 26 ottobre 2007. Sono passati 16 anni dal progetto esecutivo presentato nel 2010. Eppure, sotto la stazione di Melito, non è stato ricostruito nulla. Nulla.

UNA STAZIONE PERICOLANTE: UN PERICOLO REALE PER I VIAGGIATORI

La stazione ferroviaria di Melito non è solo degradata: è pericolante. Le immagini mostrano un’infrastruttura che non garantisce più alcun margine di sicurezza. Il muro di sostegno è spezzato, il terreno è eroso, il mare ha scavato un tunnel sotto i binari, i sottopassi sono chiusi da anni.

Eppure, i treni continuano a transitare sopra questo disastro, generando vibrazioni che provocano nuovi crolli a valle. Ogni giorno. Ogni ora.

Questa situazione non è più tollerabile.

👉 URGE un sopralluogo tecnico immediato da parte di RFI, Protezione Civile e Vigili del Fuoco.

👉URGE la chiusura temporanea della stazione al transito ferroviario, finché non verrà certificata la sicurezza strutturale.

Continuare a far passare treni su un’infrastruttura instabile significa mettere a rischio vite umane.

UNA STORIA DI COMMISSARIAMENTI E FALLIMENTI

Dal 2012 Melito naviga “senza bussola”. Sindaci, commissari prefettizi, amministrazioni lampo, scioglimenti, sfiducie, quorum mancati. Una girandola di potere che ha prodotto un solo risultato: l’abbandono totale del territorio.

Tre anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose. Altri due anni di commissariamento per sfiducia popolare. Poi sindaci eletti con una sola lista, senza opposizione, senza controllo democratico.

E mentre la politica si dissolveva, il mare scavava sotto la stazione. Letteralmente.

IL PROGETTO DA 11 MILIONI DI EURO: DOV’È FINITO?

Le Ferrovie dello Stato avevano concordato con il Comune un progetto da 11 milioni di euro per:

  • ricostruire il muro di sostegno
  • mettere in sicurezza la linea
  • proteggere la stazione
  • ripristinare la spiaggia
  • realizzare opere compensative

Progetto esecutivo approvato. Lavori avviati. Cantieri aperti. Poi… il nulla.

Il Comune non ha vigilato. I commissari non hanno preteso. Le Ferrovie hanno negato perfino l’esistenza del progetto, salvo poi ammetterlo quando Capo Sud ha documentato tutto.

CENTINAIA DI MILIONI DI DANNI

Melito ha perso:

  • la spiaggia
  • il mare
  • l’accesso ai sottopassi
  • la sicurezza ferroviaria
  • il valore immobiliare del lungomare
  • l’attrattività turistica
  • la vivibilità urbana

Il danno economico, ambientale e sociale è immenso. Non parliamo di 11 milioni. Parliamo di centinaia di milioni di euro.

Eppure nessuno ha mai chiesto il conto.

IL MURO DELLA VERGOGNA

Oggi, nel 2026, Melito si ritrova con:

  • oltre 1 km di muro pericolante
  • sottopassi chiusi da anni
  • un tunnel scavato dal mare sotto la stazione
  • un tratto di costa devastato
  • un cantiere abbandonato dalla ditta dopo il ciclone Harry

E nessuna istituzione che alzi la voce.

LA DOMANDA CHE TUTTI EVITANO

Chi paga i danni? Chi risarcisce Melito? Chi risponde dei 19 anni di abbandono? Chi ha permesso che un’opera pubblica strategica venisse lasciata marcire?

LA PROVOCAZIONE (CHE NON È PIÙ UNA PROVOCAZIONE)

Il sindaco attuale, Annunziato Nastasi, ha un dovere morale e politico: portare le Ferrovie in tribunale.

Non per polemica. Non per propaganda. Ma per giustizia.

Perché Melito non può essere trattata come una colonia. Perché il mare non può essere cancellato. Perché la sicurezza ferroviaria non è negoziabile. Perché 19 anni di promesse non mantenute sono un insulto alla dignità di un intero territorio.

CONCLUSIONE

Melito non è Gaza. Ma è stata bombardata dall’indifferenza, dall’incapacità amministrativa, dalla burocrazia, dai commissariamenti‑fantoccio, dalle promesse delle Ferrovie.

E come Ulisse tornò a Itaca per riprendersi la sua casa, Melito deve riprendersi il suo mare.

Capo Sud Television continuerà a documentare, denunciare e raccontare. Fino a quando qualcuno, finalmente, risponderà.

Di caposud

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