ELICOTTERI D'ORO: SINDACI COMPLICI O DIFENSORI?

Chiesta l’immediata convocazione dell’Assemblea dei Sindaci dopo le dimissioni del Presidente Zavettieri per andare verso l’Unione dei Comuni e un documento unitario di guerra alla rete ospedaliera regionale.

Ci sono immagini che superano il confine dello scandalo per entrare direttamente nel campo della vergogna morale. Il corridoio vuoto dell’ospedale di Gerace — 120 posti letto, attrezzature intatte nei sacchetti di plastica, mai aperto da trent’anni — è la fotografia perfetta di una classe politica regionale che non è degna di essere definita classe dirigente .

Come denunciato nei post del giornalista Raffaele Florio, non siamo di fronte a un semplice incidente burocratico, ma a una scientifica e stabile forma di irresponsabilità pubblica. Un sistema che non si limita a sprecare il denaro dei cittadini, ma lo monumentalizza in quattro piani di mura solide consegnate all’eternità del nulla.

Mentre questo soprammobile di cemento prende polvere, l’Area Grecanica subisce un vero e proprio deserto sanitario . La raccolta firme per il rilancio dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo non è una sfilata di cortesia: è una trincea, un atto di legittima difesa del popolo contro i carnefici del proprio diritto alla salute. Ma in questa guerra per la sopravvivenza, c’è un silenzio che fa più rumore delle passerelle di Palazzo Campanella. È il silenzio all’azione dei Sindaci del territorio.

A tutti i primi cittadini dell’Area Grecanica va sbattuta in faccia una verità brutalmente semplice: la neutralità non esiste. Chi gestisce i Comuni e si limita a fare l’osservatore, chi non produce atti concreti di rottura, chi non guida la protesta ma si nasconde dietro i comunicati di solidarietà, sta firmando la condanna a morte del proprio territorio. In assenza di delibere di giunta di fuoco, di occupazioni permanenti e di un’opposizione frontale alle stanze dei bottoni regionali, questi sindaci certificano solo due opzioni: o una totale e imbarazzante incapacità amministrativa, o una viscida complicità con lo stesso sistema politico che li ha eletti e che ora sta liquidando il “Tiberio Evoli” .

Oggi, tuttavia, il tempo degli alibi istituzionali è ufficialmente scaduto. Le recenti dimissioni del Presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica, Pierpaolo Zavettieri, aprono un vuoto politico che non può essere colmato con il solito attendismo burocratico. Non c’è più spazio per i personalismi o per le micro-strategie di campanile. Chiediamo l’immediata convocazione dell’Assemblea dei Sindaci dei comuni dell’Area Grecanica per l’elezione del nuovo organismo dirigente. Questa transizione deve avere un obiettivo politico immediato e non negoziabile: accelerare con decisione verso la nascita dell’Unione dei Comuni e blindare il territorio attraverso il varo di un documento unitario di durissima opposizione alla fallimentare gestione sanitaria regionale.

Mentre le nostre comunità rimangono paralizzate dalle transizioni politiche locali, i vertici della Regione Calabria brindano a spumante per una fittizia e vergognosa “fine del commissariamento” della sanità . Una messinscena subalterna e offensiva per l’intelligenza dei cittadini, smentita dai documenti ufficiali che grondano colonialismo economico .

La prova regina dello sciacallaggio finanziario in corso è contenuta nella Deliberazione n. 849 del 17 giugno 2026 dell’ASP di Cosenza, un atto pubblico che ha per oggetto l’accordo tra l’Azienda Zero e l’ASP cosentina per l’emergenza-urgenza extra-ospedaliera .

In soli tre mesi (marzo, aprile e maggio 2026), l’Azienda Sanitaria ha liquidato la cifra astronomica di 5.053.528,70 euro a un raggruppamento di società private del Nord (R.T.I. costituito da Elitaliana A&T Srl, Elilombarda Srl e Avincis Aviation Italia S.p.A.) . Cinquantacinquemila euro al giorno di soldi pubblici calabresi che volano dritto verso i portafogli di Milano .

È la logica del parassitismo evidenziata da Florio: la Regione smantella i presidi territoriali, depotenzia i reparti, chiude i pronto soccorso e “de-medicalizza” le ambulanze per risparmiare pochi spiccioli di terra . Poi, quando il cittadino sta male e l’ambulanza arriva vuota senza medico a bordo, si chiama il costosissimo elicottero privato per rincorrere dall’alto un’emergenza che un medico in reparto avrebbe risolto in dieci minuti . Ti tolgono le scarpe per venderti, a peso d’oro, il biglietto della seggiovia.

Il capolavoro del ridicolo si compie su gomma: tramite “Azienda Zero”, la sanità regionale ha speso mezzo milione di euro per comprare dall’Areu Lombardia ambulanze e automediche usate, veicoli ufficialmente rottamati a Milano con oltre 200 mila chilometri sul groppone e svuotati persino dei bendaggi sanitari. Un’operazione talmente indecente da essere già finita sotto la lente della Corte dei Conti per presunto danno erariale . Paghiamo i miliardari del Nord per volare sopra le nostre teste e compriamo i loro rottami stradali per trasportare i malati calabresi .

E nel frattempo, il Cup locale distribuisce condanne a morte differite: se un malato oncologico dell’Area Grecanica chiede una visita di controllo vitale, si sente rispondere che se ne riparla nel 2027 o nel 2028 . Una scommessa macabra sulla propria aspettativa di vita . Chi ha i soldi parte per il Nord, alimentando la migrazione sanitaria; chi è povero, è condannato a morire aspettando .

La mobilitazione popolare per il “Tiberio Evoli” di Melito deve travolgere sia i governanti regionali sia la viltà delle amministrazioni locali. Firmare questa petizione significa costringere i Sindaci a uscire dal loro torpore complice.

I cittadini non accetteranno più tavoli interistituzionali o sfilate con la fascia tricolore . O i Sindaci trovano il coraggio di unirsi, eleggere una nuova guida e firmare un documento unitario di guerra totale contro il governo regionale, o si rassegnino a essere ricordati come i liquidatori storici e i becchini della sanità dell’Area Grecanica.

di Redazione : Domenico Vinci


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