I ritardi dell’Anagrafe e l’odissea quotidiana di cittadini e immigrati.

Melito di Porto Salvo – Tempi biblici con lista di attesa è di circa 3 mesi, dal momento in cui il cittadino si presenta allo sportello dell’anagrafe del Comune di già munito della necessaria documentazione.
Questa la fotografia scattata dai consiglieri comunali Nina Iaria, Luciana Familiari e Francesco Pizzi, sul grave disservizio, più volte segnalato da parte di molti concittadini, che ha dato origine a un’interrogazione urgente a risposta scritta, rivolta al presidente del consiglio comonale Francesco Benedetto, al sindaco Salvatore Orlando, agli assessori Manuela Minniti, Pasquale Pizzi e Francesco Romeo.
Una situazione che crea disagi ed evidenti difficoltà nello svolgimento anche delle più banali attività quotidiane, considerato che la carta di identità oltre ad essere un documento di riconoscimento che consente di identificare il titolare tanto sul territorio nazionale, quanto all’estero, è il documento può essere utilizzato anche per accedere ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni (ad esempio: i pagamenti elettronici di multe, bollette, bolli auto, ticket sanitari).
Un sistema che fa acqua da tutte le parti, che ha come epicentro dei disservizi la sede centrale dell’Anagrafe comunale.
A passare le pene dell’inferno sono soprattutto i cittadini immigrati – stranieri, ma non solo – che devono chiedere la residenza, l’attestazione di soggiorno permanente per cittadini dell’Ue, la dichiarazione di rinnovo della dimora abituale e la carta d’identità (senza documenti non possono scegliere neppure il medico di famiglia e accedere alle cure sanitarie). Servizi per i quali il Comune fa attendere tre i solo per ottenere un appuntamento.
Gli interroganti rilevano come «sin dall’insediamento dell’attuale amministrazione, il responsabile
dell’ufficio anagrafe avesse evidenziato le difficoltà dell’ufficio stesso per carenza di personale,
problematica ulteriormente e fortemente aggravata dal pensionamento di ben quattro unità
lavorative».

I Consiglieri Francesco Pizzi Nina Iaria e Luciana Familiari, nell’interrogazione, chiedono di sapere «quali siano le cause del disservizio; quali le soluzioni che, anche a seguito dei solleciti presentati dal responsabile dell’ufficio, siano state adottate per compensare la mancanza dei dipendenti andati in pensione, anche in termini di riorganizzazione delle funzioni del personale» e chiedono, anche, di rendere note le determinazioni eventualmente assunte «per risolvere in modo specifico e nell’immediato la situazione di emergenza».

Noi, invece, vorremmo capire:

Perchè il comune di Melito continua ad essere inadempiente sugli obblighi imposti dalle norme de Testo Unico sulla Trasparenza che, oltre ad essere un valore-chiave dell’ordinamento democratico, rappreesenta uno strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale riconosciuti dalla legge in favore dei cittadini?

Perchè al Comune di Melito, gli strumenti di tutela per il cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione, come il rilascio dei documenti , non vengono attuate nelle forme della pubblicità e diffusione di informazioni, sul sito istituzionale, nell’apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente” ?

Perchè nessuno interviene sull’inadempimento dell’Amministrazione che, per legge, può comportare responsabilità disciplinare, dirigenziale e amministrativa, la responsabilità civile e il danno da ritardo della P.A., l’applicazione di sanzioni amministrative, l’obbligo di pubblicazione del provvedimento ed il mancato trasferimento di risorse a favore di enti od organismi inadempienti?
Perché ci si deve sottoporre a un calvario che dura svariati mesi prima di avere un documento così importante, con il rischio di veder compromesse altre pratiche? Ad esempio, i cittadini comunitari che richiedono la cittadinanza italiana hanno un casellario giudiziario valido per sei mesi e se nel frattempo non ottengono l’attestazione permanente di soggiorno sono costretti a ricominciare tutto daccapo.
E ancora: come avviene la gestione delle prenotazioni? Perché gli uffici non effettuano un’attività di recall per avere conferma degli appuntamenti presi e in caso contrario liberare il posto ad altri utenti in attesa? Per queste pratiche che non vengono rilasciate a vista, perché l’utente non può inoltrare istanza sul sito istituzionale dell’Ente (servizi ai cittadini) anziché aspettare mesi per un appuntamento e ulteriori mesi per avere il documento?


Ma dove siamo?! In Burundi?!

Di caposud

2 pensiero su “Melito: Tre mesi d’attesa per una carta d’identità. Ma dove siamo?! In Burundi?!”
  1. Perché non dire la verità?
    La chiusura dei vari settori amministrativi per più di due settimane come saranno giustificate? Gli operatori come sono stati impegnati? Sono andati in vacanza?
    Trasparenza sinonimo di disprezzo della Democrazia.
    Il Cittadino maltrattato e mai aiutato contro ogni diritto costituzionale.
    I Responsabili vorranno dirci cosa è accaduto? Perché poi, nonostante i ritardi, vengono inviati in trasferta in altri Enti?
    La loro Città così viene impoverita sempre più.
    Mario Ing Iaria

    1. Purtroppo, caro Ing . Mario Iaria,ci troviamo di fronte scelte politiche improntate alla furbizia grazie alle “Compiacenze, tolleranze e disponibilità di chi ha contribuito, scegliendo cinicamente il peggio durante il periodo elettorale, a creare un contesto di complicità”. A Melito, purtroppo, nessuno vede, essuno sente e nessuno parla. Credo, che questo messaggio a non esporsi: “la miglior parola quella che non si dice”, oltre ad essere terribilmente pericolosa, ci stia portanto sempre di più ad una “dimensione culturale sudamericana”.
      Enzo Vinci

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