Salvini e il sindaco Nastasi: “Meno burocrazia e risorse extra per riparare i danni”
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha raggiunto Melito di Porto Salvo dopo una prima tappa a Bova Marina per un sopralluogo nelle aree colpite dalle violente mareggiate che hanno devastato la costa ionica reggina. Una visita diretta per valutare l’entità dei danni e confrontarsi con amministratori e cittadini sulle priorità degli interventi.
Rispondendo ai giornalisti, Salvini ha ricordato che il Consiglio dei ministri ha già stanziato 100 milioni di euro per le prime opere di somma urgenza, risorse immediate destinate alle criticità più gravi emerse dopo l’ondata di maltempo che ha colpito Calabria e Sicilia.
Il ministro ha però sottolineato come dai territori emerga una richiesta chiara: ridurre i tempi e i passaggi burocratici. “Qui tutti mi chiedono di tagliare la burocrazia, al di là dei soldi”, ha dichiarato, assicurando che i fondi necessari saranno reperiti senza intaccare gli investimenti già programmati nelle due regioni.
Salvini ha escluso l’ipotesi di dirottare risorse da opere strategiche già previste, spiegando che togliere fondi destinati a infrastrutture come strade, ferrovie, scuole o al ponte significherebbe “aggiungere il danno alla beffa”. I finanziamenti per l’emergenza, ha ribadito, dovranno essere aggiuntivi.
Durante il sopralluogo, il ministro ha visitato anche gli stabilimenti balneari danneggiati, soffermandosi nella struttura Paralia, dove ha incontrato la proprietaria Manuela Minniti.
Richiamando un principio di equità tra territori, Salvini ha affermato che non sarebbe corretto sottrarre diritti ai cittadini calabresi e siciliani per far fronte all’emergenza, così come non verrebbero fermate grandi opere in altre regioni per affrontare problemi contingenti.
Secondo il ministro, l’Italia – definita “seconda potenza industriale d’Europa” – ha la capacità di riparare i danni e proseguire contemporaneamente con le grandi opere infrastrutturali. “Si può riparare e andare avanti”, ha concluso, indicando una linea che punta a coniugare emergenza e sviluppo senza sacrificare le prospettive future del Sud.

