Reggio Calabria, 8 ottobre 2025 — Una vicenda drammatica scuote la comunità reggina. Questa mattina, la Squadra Mobile di Reggio Calabria ha eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, nei confronti di una giovane donna residente a Pellaro. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica.
La donna è gravemente indiziata di aver soffocato due neonati appena partoriti, occultandone i corpi all’interno di un armadio. È inoltre sospettata di aver soppresso un terzo neonato nel 2022, il cui corpo non è stato ancora ritrovato.
👣 La scoperta e le indagini La tragica scoperta risale al luglio 2024, quando i genitori della giovane hanno rinvenuto i corpicini avvolti in una coperta, nascosti in un armadio della loro abitazione. Le indagini, avviate immediatamente dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile, hanno ricostruito le ore precedenti al ritrovamento grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza: la ragazza era sola in casa tra le 19:00 e le 20:30 dell’8 luglio, orario compatibile con il parto e la morte dei neonati.
🔬 Accertamenti medici e biologici Gli esami biologici effettuati presso il Policlinico di Messina, dove la giovane era stata ricoverata per un intervento di raschiamento, hanno confermato che i neonati erano suoi figli, nati vivi e deceduti per soffocamento. I familiari, ignari di quanto accaduto, hanno riferito di un precedente ricovero al G.O.M. di Reggio Calabria per una grave emorragia, durante il quale la donna aveva negato di essere incinta.
📱 Conversazioni e precedenti L’analisi dei messaggi scambiati con il fidanzato — indagato per favoreggiamento personale — ha rivelato una dinamica relazionale segnata da forti tensioni. Nel 2022, la coppia avrebbe vissuto una situazione simile, culminata nel parto e nella presunta soppressione di un altro neonato.
🐾 Perquisizioni e ricerche Durante l’operazione, sono state effettuate perquisizioni negli immobili della giovane e del fidanzato, con l’ausilio di unità cinofile molecolari e georadar, alla ricerca di eventuali resti umani riconducibili al neonato del 2022.
🧷 Nota della Procura Il Procuratore Giuseppe Borrelli ha sottolineato che, pur in presenza di un quadro indiziario grave, vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
