Una vicenda grave e profondamente inquietante è emersa in una RSA del territorio di Melito di Porto Salvo, dove un’anziana ultracentenaria – fragile e totalmente dipendente dal personale sanitario – sarebbe stata vittima di ripetuti maltrattamenti e umiliazioni.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un operatore socio‑sanitario, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi. Altre cinque persone, tra OSS e infermieri professionali, sono state denunciate a piede libero per maltrattamenti e abbandono di persone incapaci.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha preso avvio nel settembre 2025 dopo la segnalazione di una delle figlie della vittima, che aveva notato lividi sospetti e un atteggiamento di paura nella madre. Da quella denuncia è scattata un’attività investigativa complessa, condotta anche tramite tecniche di osservazione e documentazione.
Dalle verifiche sono emerse condotte definite “vessatorie e degradanti”, soprattutto durante le operazioni di igiene personale e di cambio del pannolone. Nel provvedimento si legge che l’indagato avrebbe rivolto offese, aggressioni verbali e fisiche, arrivando persino ad augurare la morte all’anziana. Tra gli episodi più gravi, gli investigatori riportano il gesto di “strofinare sul volto della donna le lenzuola sporche di urina” durante il cambio della biancheria.
Le attività tecniche avrebbero inoltre evidenziato comportamenti negligenti da parte di altri operatori: pannoloni lanciati sul letto senza sostituzione, mancata assistenza anche in condizioni di buio, inviti all’anziana ad arrangiarsi nonostante l’assoluta impossibilità di farlo.
Secondo la Procura, tali condotte, reiterate nel tempo e compiute approfittando della vulnerabilità fisica e psichica della vittima, avrebbero generato “un profondo stato di sofferenza fisica e morale, oltre a un persistente clima di paura”.
L’intervento dei Carabinieri ha interrotto la situazione e portato alla luce una realtà definita “particolarmente grave”, confermando l’impegno dell’Arma nella tutela delle persone più fragili.
La Procura ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Reggio Calabria, 5 marzo 2026 – Nota della Procura della Repubblica, a firma del Procuratore Dr. Giuseppe Borrelli.

