Oltre 331.000 studenti con disabilità ancora penalizzati: servono standard nazionali, investimenti mirati e responsabilità chiare.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, alla luce dei più recenti dati istituzionali e delle analisi indipendenti sullo stato dell’inclusione scolastica, ritiene urgente un intervento politico che superi la semplice constatazione delle criticità e definisca linee di azione innovative, chiare e vincolanti.
I dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’avvio dell’anno scolastico 2024/2025 registrano oltre 331.000 studenti con disabilità nelle scuole italiane. Le analisi di Openpolis confermano che l’aumento numerico non è stato accompagnato da un miglioramento delle condizioni di partecipazione: un quinto degli studenti non è autonomo nelle attività quotidiane, molti trascorrono numerose ore lontano dal gruppo classe e quasi una scuola su due non dispone di postazioni informatiche adattate o le considera insufficienti.
Questo scenario evidenzia una criticità ormai sistemica, in cui l’accessibilità digitale rappresenta uno dei principali fattori di disuguaglianza, soprattutto in un contesto scolastico sempre più mediato da strumenti tecnologici.
Per queste ragioni, il CNDDU rivolge al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, un insieme di proposte strategiche volte a segnare un cambio di paradigma nelle politiche inclusive.
1. Livelli Essenziali di Accessibilità Digitale (LEAD)
Istituzione di standard nazionali obbligatori che definiscano:
- dotazioni minime di hardware e software accessibili;
- criteri di usabilità delle piattaforme digitali scolastiche;
- tempi certi di adeguamento per tutte le istituzioni scolastiche.
2. Fondo nazionale permanente per le tecnologie inclusive
Un fondo dedicato, distinto dai finanziamenti generici per l’innovazione digitale, per garantire:
- programmazione pluriennale;
- aggiornamento costante degli ausili;
- superamento degli interventi sporadici e rapidamente obsoleti.
3. Referente per l’accessibilità e l’inclusione digitale
Introduzione di una figura professionale stabile, con formazione certificata e riconoscimento giuridico, incaricata di:
- coordinare docenti curricolari e di sostegno;
- supportare la progettazione didattica accessibile;
- dialogare con le famiglie;
- monitorare l’effettivo utilizzo degli strumenti digitali.
4. Indicatori nazionali per la valutazione dell’inclusione
Inserimento nei sistemi di valutazione scolastica di parametri specifici relativi a:
- partecipazione degli studenti con disabilità alla vita della classe;
- utilizzo di strumenti digitali accessibili;
- tempo trascorso in contesti realmente inclusivi.
5. Sperimentazione di ambienti di apprendimento universali
Avvio di una sperimentazione nazionale basata sui principi dell’Universal Design for Learning, con progettazione didattica e digitale pensata fin dall’origine per tutti gli studenti, riducendo il ricorso a soluzioni compensative.
Le evidenze raccolte dal Ministero e da Openpolis convergono su un punto decisivo: l’inclusione scolastica non può più dipendere dalla resilienza dei singoli istituti o dalla buona volontà dei docenti. Servono standard nazionali, investimenti mirati e responsabilità chiare.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che una scuola che non garantisce accessibilità digitale e piena partecipazione non è soltanto inefficiente, ma inadempiente rispetto ai diritti fondamentali. Per questo auspica che il Ministro Valditara apra un confronto strutturato su queste proposte, affinché l’innovazione della scuola italiana diventi davvero leva di uguaglianza sostanziale e non generi nuove forme di esclusione.
prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU
