Il centrodestra stravince 10 a 4 con un’affluenza record al 94%. La Locride fa quadrato e porta a casa quattro seggi rispettando i pesi demografici. Nel comprensorio grecanico si consuma invece il sorpasso storico: Zavettieri (Roghudi) e Verduci (Motta) sbancano le urne, mentre Melito si frammenta, disperde i suoi 172 punti a voto e resta fuori dal Consiglio metropolitano.

Lo scrutinio per il rinnovo del Consiglio Metropolitano di Reggio Calabria si è concluso con un verdetto politico inequivocabile: una netta vittoria della coalizione di centrodestra, che conquista 10 seggi su 14, lasciando al centrosinistra una rappresentanza minima di 4 seggi. Una tornata elettorale di secondo livello che ha registrato un’affluenza altissima, pari al 94,08% tra sindaci e consiglieri comunali votanti, a dimostrazione di quanto Palazzo Alvaro rimanga uno snodo centrale per gli equilibri di potere della provincia.

In questo scacchiere, la Fascia Ionica – un territorio che si estende per circa 110 chilometri da Motta San Giovanni fino a Monasterace, cerniera logistica e sociale attraversata dalla Statale 106 e dalla linea ferroviaria – si impone come un attore protagonista, portando a casa complessivamente 6 seggi su 14: quattro per il centrodestra e due per i progressisti.

Tuttavia, la geografia interna di questo voto racconta due storie opposte: la tenuta strategica della Locride e il clamoroso harakiri politico dell’Area Grecanica.

La Locride fa quadrato: 4 seggi spartiti a metà

La Locride blinda la propria rappresentanza ottenendo 4 consiglieri metropolitani. Qui il voto ponderato ha premiato l’esperienza amministrativa e il radicamento territoriale, distribuendo equamente le forze tra le due coalizioni.

Il Centrodestra (2 eletti):

  1. Domenico Maio: Presidente del consiglio comunale di Locri (circa 11.870 abitanti), risultato in assoluto il candidato più votato di tutta la tornata elettorale a livello metropolitano.
  2. Pasquale Brizzi: Sindaco di Sant’Ilario dello Ionio (circa 1.350 abitanti), politico di lungo corso che conquista lo scranno a Palazzo Alvaro al suo quarto mandato da primo cittadino.

Il Centrosinistra – Lista Progressisti (2 eletti):

  1. Vittoria Luciano: Consigliera comunale di Siderno, il centro più popoloso della fascia jonica (circa 17.600 abitanti).
  2. Domenico Mantegna: Sindaco di Benestare (circa 2.480 abitanti), che riconferma la sua presenza a Reggio in veste di consigliere metropolitano delegato uscente.

L’Area Grecanica e il “paradosso Melito”: da Capitale a periferia della politica

Se la Locride rispetta i pesi demografici, è nell’Area Grecanica (2 seggi, entrambi di centrodestra) che si consuma il vero capolavoro politico da un lato, e il disastro strategico dall’altro. I due seggi disponibili vanno a Giovanni Verduci (Sindaco di Motta San Giovanni) e a Pierpaolo Zavettieri (Sindaco di Roghudi). Il grande escluso, ancora una volta, è il comune di Melito di Porto Salvo (circa 10.400 abitanti). Un esito che rappresenta un vero e proprio controsenso logico, politico e matematico.

Melito di Porto Salvo presidia la “Fascia D” dello scacchiere ionico: ogni voto espresso da un amministratore melitese vale ben 172 punti. Di contro, i piccoli centri della “Fascia A” valgono appena 22 punti per consigliere. Di fronte a questo enorme vantaggio matematico, appare evidente come la classe dirigente melitese abbia letteralmente disperso il proprio potenziale per sostenere candidati esterni o per assecondare logiche di posizionamento personale e di fazione.

A confermare plasticamente questo scenario sono i numeri impietosi emersi dallo scrutinio della piattaforma Eletto2026: il candidato locale di Forza Italia, Benito Romeo (consigliere comunale di Melito), ha mancato l’elezione fermandosi a quota 2.145 voti ponderati. L’analisi della sua tabella elettorale è una condanna senza appello per la politica melitese: in Fascia D, Romeo ha incassato appena 6 preferenze fisiche (1.032 punti ponderati). Significa che la stragrande maggioranza del Consiglio Comunale di Melito (che conta 17 amministratori tra sindaco e consiglieri) ha preferito votare candidati forestieri, polverizzando il proprio peso specifico e condannando il proprio rappresentante alla sconfitta.

Da queste colonne avevamo lanciato un messaggio chiaro alla vigilia: era necessaria una svolta strategica, bisognava fare quadrato attorno al territorio per una “Melito Capitale”, blindando il consenso del Consiglio Comunale attorno a un’unica candidatura locale. La scelta di abdicare a questo ruolo significa aver imboccato la strada della rassegnazione. Per effetto di una politica fallimentare dei suoi rappresentanti che dura ormai da oltre un decennio, Melito si ritrova oggi ai margini, subendo – per usare un termine calcistico – una vera e propria “squalifica” dalla politica che conta.

I colonnelli del voto: le lezioni di Zavettieri e Verduci

In questo vuoto strategico si sono inseriti due amministratori che hanno dimostrato una competenza tattica e una capacità di lettura dei flussi elettorali di un altro livello.

Pierpaolo Zavettieri, sindaco del piccolissimo borgo di Roghudi (appena 925 abitanti), vola a Palazzo Alvaro con ben 4.503 voti ponderati e 75 preferenze complessive. Il dato clamoroso è che Zavettieri ha espugnato proprio la Fascia D (quella di Melito), incassando ben 11 preferenze fisiche (8 a Palmi e 3 a Reggio) per un totale di 1.892 punti. In sostanza, il sindaco di un comune di 900 abitanti ha preso quasi il doppio delle preferenze in Fascia D rispetto al candidato di Melito stesso. Ex socialista e riformista, transitato nell’area di centrodestra che fa capo al deputato Francesco Cannizzaro, Zavettieri raccoglie i frutti di una strategia familiare e politica impeccabile, che segue l’elezione della moglie Daniela Iriti al Consiglio Regionale solo un anno fa.

Dall’altro lato, Giovanni Verduci (Sindaco di Motta San Giovanni ed ex vicepresidente della Provincia) si conferma un autentico peso massimo delle urne metropolitane, conquistando l’elezione con 4.286 voti ponderati. La sua è stata una strategia di precisione chirurgica: ha blindato il risultato raccogliendo il massimo del valore ponderale nel capoluogo. Ha incassato infatti 2 preferenze in Fascia F (Reggio città) che da sole gli hanno fruttato ben 2.032 punti ponderati, a cui ha aggiunto un bottino monumentale in Fascia C con 17 preferenze (pari a 1.802 punti). Una dimostrazione di forza che evidenzia legami solidi e trasversali nei centri nevralgici del territorio.

Conclusioni

Il risultato finale è un ribaltamento storico della geografia del basso ionio. Zavettieri e Verduci hanno saputo agire in un deserto politico provocato dalle divisioni interne e dalla miopia dei comuni più grandi. Idealmente, da Melito di Roghudi passiamo a Roghudi Capitale dell’Area Grecanica.

Viva i vincitori che hanno dimostrato intelligenza politica, e abbasso i sudditi che non hanno saputo difendere la propria terra.



Di caposud

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