di Domenico Vincenzo Vinci

MELITO DI PORTO SALVO (RC), 26 Luglio 2026 – C’è una Calabria reale che soffre, che si ammala e che viene quotidianamente umiliata nei corridoi degli ospedali, e c’è una Calabria parallela, virtuale e cinematografica, raccontata dai social e dalle veline di regime del Presidente Roberto Occhiuto. La Gazzetta del Sud di questa domenica 26 luglio ci sbatte in faccia l’intero fallimento della governance sanitaria provinciale con un contrasto visivo e politico che fa tremare le vene ai polsi e che svela un disegno scientifico di spoliazione ai danni dell’Area Grecanica.

Se giriamo la pagina del quotidiano, troviamo i titoli trionfali della propaganda regionale: «Un miliardo per i nuovi ospedali a Catanzaro, Cosenza e Crotone».

Il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, esalta il via libera della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto Inail come «un risultato frutto di lavoro silenzioso e dialogo costante con il governo», dichiarando trionfalmente: “Continueremo a lavorare con la stessa determinazione affinché ogni finanziamento ottenuto si traduca rapidamente in cantieri aperti e in una sanità più vicina ai calabresi”. Fondi enormi, cifre da capogiro: 300 milioni a Catanzaro, 300 milioni a Crotone, 200 milioni a Cosenza.

Ma la domanda, come sempre, sorge spontanea: in questa gigantesca torta da un miliardo di euro, dov’è finita la provincia di Reggio Calabria? Dov’è finito il futuro dell’Area Grecanica e del nostro Ospedale “Tiberio Evoli”?

Ed è qui che scoppia la bomba atomica contabile che toglie il sonno ai palazzi del potere e demolisce ogni alibi.
Mentre Occhiuto si fa fotografare parlando di nuovi cantieri, la memoria storica del territorio e le denunce civili portano alla luce un retroscena agghiacciante: un paio di anni fa, l’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo aveva già in mano ben 41 milioni di euro di fondi Inail destinati proprio alla ristrutturazione totale e alla messa a norma dei padiglioni. Sapete come è andata a finire? Quei soldi sono stati scandalosamente restituiti al mittente!

L’ASP di Reggio Calabria rinunciò a quel finanziamento vitale per un cavillo burocratico da dilettanti allo sbaraglio, legato alla proprietà delle mura e all’obbligo di pagare un canone a lungo termine all’Inail. La politica e i burocrati dell’epoca liquidarono la faccenda promettendo solennemente: “I soldi per ristrutturare Melito ce li metterà direttamente la Regione con fondi propri”. Oggi, il “Tiberio Evoli” è sempre più fatiscente, i 41 milioni dell’Inail sono svaniti e i famosi fondi sostitutivi della Regione non si sono mai visti! Svaniti nel nulla. Nel frattempo, l’ex INAM viene svuotato e la Medicina Legale viene scippata.

Il prezzo umano e strutturale di questa incapacità amministrativa lo descrive l’altra faccia della stessa Gazzetta di oggi. Il titolo è una pietra tombale: «La medicina territoriale è crollata e il Pronto Soccorso è al collasso». I consiglieri comunali Carmelo Versace e Vittoria Luciano certificano una sanità reggina allo sbando. Privare intere comunità dei presidi di continuità assistenziale e delle guardie mediche significa negare concretamente il diritto alla salute e condannare i malati delle zone interne all’isolamento.

Il risultato drammatico di questo imbuto lo racconta la straziante lettera-testimonianza pubblicata oggi da James, un figlio che assiste il padre anziano ricoverato d’urgenza al GOM. Un resoconto da incubo: una notte passata in barella nei corridoi della Medicina d’Urgenza, tra ambulanze che scaricano codici rossi a ripetizione, e medici e infermieri ridotti a lavorare in condizioni disumane e insostenibili. L’HUB di Reggio sta scoppiando e i malati si ammassano nei corridoi del boarding perché il territorio periferico a terra è stato scientificamente desertificato dai tagli dell’ASP gestita dalla manager Maddalena Berardi, che continua a fuggire dal confronto televisivo democratico e tenta maldestramente di censurare la nostra emittente.

Presidente Occhiuto, questo miliardo di euro che oggi sbandierate sui giornali è diverso da quei 41 milioni che avete fatto rispedire al mittente a Melito? I cittadini dell’Area Grecanica non si curano con i rendering dei vostri ospedali futuri! Le liste d’attesa al CUP sono bloccate a 18 mesi, e per smaltirle ci vorrebbe una macchina del tempo, non l’app con conducente del vostro “Social Taxi” regionale!

Il Comitato Spontaneo lanciato da Capo Sud Channel, forte di oltre 7.000 firme reali, ha sempre indicato la cura di sistema: applicare la delibera a doppio binario votata all’unanimità dal Consiglio di Melito il 29 giugno. Esigiamo il “Tiberio Evoli” OSPEDALE SPOKE o l’accorpamento funzionale al GOM a costo zero (come chiede la FIALS) per far ruotare i medici, salvare i reparti e togliere i malati dai corridoi di Reggio.

La diplomazia dei palazzi è morta lunedì sera con i Sindaci fuggiaschi che hanno fatto saltare il numero legale a Roghudi per paura delle urne, offrendo uno spettacolo indegno rispetto ai colleghi della Locride che invece si sono uniti per fare barricate contro la Regione. Da domani il nostro Gazebo Blu torna nelle piazze per la Legge d’Iniziativa Popolare sul modello dei comitati montani, che a Catanzaro hanno già depositato oltre 10.000 firme.

Rivolgiamo un invito formale e pubblico all’onorevole Francesco Cannizzaro, leader che ha dato una svolta storica alla politica reggina risvegliando le coscienze di un popolo che aveva perso la speranza: lo aspettiamo in piazza a Melito per un’assemblea pubblica subito dopo i giochi metropolitani. Cannizzaro sia il nostro ambasciatore speciale con il Governatore Occhiuto, con cui nel 2019 firmò l’interpellanza a difesa di Melito. Parliamo a nuora perché suocera intenda! Pretendiamo la verità sui 41 milioni scippati. E a SETTEMBRE tutti in strada per la grande manifestazione di massa.

Noi l’anello al naso non lo abbiamo. Comandante Occhiuto, i corridoi del GOM sono pieni e Melito esige i suoi diritti: torni a bordo della realtà, ca…!


Di caposud

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