di Domenico Vincenzo Vinci
MELITO DI PORTO SALVO (RC), 25 Luglio 2026 – Le bugie, le giravolte politiche e le veline di pura propaganda aziendale confezionate dall’ASP della manager Maddalena Berardi sono state ufficialmente ridotte in cenere dalla realtà dei fatti. E a firmare la condanna a morte della fallimentare gestione sanitaria reggina non è la nostra emittente, ma sono le pagine della Gazzetta del Sud di oggi, sabato 25 luglio, che mettono a nudo un paradosso territoriale imbarazzante, stampando in prima linea la radiografia di due mondi opposti: il collasso strutturale dell’HUB di Reggio Calabria e il miracolo assistenziale del “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo.
La prima faccia della medaglia è un bollettino di guerra che fa tremare le vene ai polsi.

Il primario del Pronto Soccorso del GOM, il dottor Paolo Costantino, insieme al capo del dipartimento di Emergenza-Urgenza Nuccio Macheda, lanciano dalle colonne del quotidiano un grido d’allarme drammatico: il Pronto Soccorso di Reggio è all’affanno assoluto, travolto da un sovraffollamento che ha saturato le rianimazioni ben oltre il tetto massimo dei posti disponibili. Ma leggete con attenzione la diagnosi tecnica formulata dal primario Costantino: il collasso del GOM non è una fatalità, ma l’effetto diretto delle “difficoltà della rete sanitaria territoriale” e della “ridotta capacità ricettiva delle strutture ospedaliere periferiche”.
Tradotto dal linguaggio medico: ogni volta che l’ASP svuota un ambulatorio all’ex INAM di Melito, ogni volta che sposta la Medicina Legale ad Annà lasciando i malati senza autobus, o blocca le liste d’attesa a 18 mesi obbligandoci alla farsa dei “Social Taxi” (per i quali servirebbe una macchina del tempo e non un’app), la fiumana dei pazienti si riversa inevitabilmente a Reggio Calabria, ammassandosi per giorni sulle barelle del famigerato fenomeno del boarding. Qual è la cura strutturale indicata dallo stesso primario del GOM per uscire da questo inferno? “Incrementare i posti letto, rafforzare gli organici e potenziare gli ospedali spoke”.
Ed è qui che si inserisce la seconda, straordinaria faccia della medaglia che dà clamorosamente ragione alla nostra battaglia.
Mentre l’HUB reggino scoppia, la pagina della Jonica della stessa Gazzetta celebra una storia monumentale di competenza e umanità: i dieci anni del reparto di Oncologia del nostro ospedale “Tiberio Evoli”, guidato dal dottor Antonino Iaria. Questo anniversario non è una semplice ricorrenza, è la prova scientifica che quando a Melito si investe sulle risorse, la nostra struttura diventa un polo d’attrazione capace di curare pazienti da tutta la Calabria e persino dalla Sicilia, passando da un medico e due infermieri nel 2016 a un organico di otto medici, sei infermieri e tre OSS oggi. Un miracolo firmato dal dottor Iaria, che ha persino rinunziato alla propria carriera per far crescere questo presidio

All’evento erano presenti la DG dell’ASP Maddalena Berardi e il direttore di Azienda Zero Mimmo Minniti. La manager Berardi ha dovuto ammettere l’eccellenza, dichiarando che «attorno a una idea si può costruire una storia». Ma noi alla dottoressa Berardi ricordiamo che le idee camminano solo se finanziate. Non si può fare passerella su Oncologia e contemporaneamente decretare lo smembramento logistico del resto del nosocomio e dei servizi territoriali.
La coincidenza di questi due articoli dimostra che la strategia a DOPPIO BINARIO del nostro Comitato Spontaneo e votata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Melito il 29 giugno è l’unica salvezza per l’intera provincia: elevare il “Tiberio Evoli” a Ospedale SPOKE o decretarne l’accorpamento funzionale e gestionale al GOM a costo zero (come chiede la FIALS) è la sola via per salvare la pelle a 45.000 abitanti e, nello stesso istante, togliere pressione al Pronto Soccorso di Reggio che sta letteralmente esplodendo.
I Sindaci dell’Area Grecanica che lunedì scorso sono scappati dall’Assemblea di Roghudi facendo saltare il numero legale per paura del voto metropolitano, leggano questi due articoli e provino un briciolo di vergogna. Mentre voi trattavate le poltrone, i vostri cittadini venivano ammassati nei corridoi dei Riuniti.
La delega istituzionale alla politica distratta è revocata. Il nostro modello della Legge d’Iniziativa Popolare lo scriveremo noi e lo porteremo al Consiglio Regionale. Invitiamo formalmente l’on. Francesco Cannizzaro — che ha ridato speranza alla politica reggina e gode di un enorme peso strategico nella Giunta — a un’assemblea pubblica in piazza a Melito, affinché sia il nostro ambasciatore speciale con il Governatore Occhiuto. E a SETTEMBRE tutti in strada per la grande manifestazione di massa.
L’anello al naso non lo abbiamo. Popolo dell’Area Grecanica, la sanità si difende con l’orgoglio di Oncologia e con la forza della firma. Salite a bordo!
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