Il cambio al vertice della sanità reggina e i nodi irrisolti dell’Area Grecanica: Maddalena Berardi succede a Lucia Di Furia . L’appello di Capo Sud per fermare lo smantellamento del “Tiberio Evoli” e la nuova beffa in arrivo a fine giugno.

DI DOMENICO VINCENZO VINCI

La Giunta regionale della Calabria ha sciolto le riserve e ha nominato i nuovi vertici della sanità . Alla guida dell’ASP di Reggio Calabria arriva la dottoressa Maddalena Berardi, che succede a Lucia Di Furia, recentemente andata in pensione . L’obiettivo della Giunta, si legge in una nota ufficiale, è stato quello di “assicurare continuità amministrativa e gestionale” .

Ed è proprio qui che sorge la nostra più grande preoccupazione da cittadini e da giornalisti. Se per “continuità” si intende proseguire sulla strada dello smantellamento silenzioso dei servizi della nostra Area Grecanica, allora siamo di fronte all’ennesimo disastro annunciato. La speranza, purtroppo flebile, è che i nuovi suonatori cambino finalmente la musica e anche la tonalità, per far uscire la sanità del nostro comprensorio da uno stonamento generale che dura ormai da troppi anni.

La fallimentare continuità gestionale l’abbiamo toccata con mano proprio ieri mattina, con la vergognosa odissea dei 16 chilometri imposta agli utenti per il rinnovo della patente. Il caos dell’ex INAM non è stato un incidente di percorso, ma il frutto amaro di una totale assenza di programmazione territoriale. Uffici smantellati da un giorno all’altro, cartelli improvvisati alla porta, madri con bambini piccoli disorientate tra gli scatoloni dei traslochi e anziani scesi dal treno e rimasti letteralmente a piedi, costretti a rinunciare alle cure perché nessuno li aveva informati. Tutto questo ignorando persino la disponibilità del Sindaco di Melito, Tito Nastasi, che aveva offerto all’ASP locali comunali gratuiti in comodato d’uso pur di mantenere i servizi centralizzati in paese.

Ma il vero dramma è che questa beffa è solo l’antipasto di un saccheggio molto più grande che si sta consumando nell’indifferenza generale. Entro la fine di giugno è prevista l’apertura a Bova Marina dell’Ospedale di Comunità con 20 posti letto, un progetto finanziato con i fondi del PNRR, esattamente come la Casa della Comunità di Roghudi. Una bellissima vetrina politica, se non fosse per un dettaglio drammatico: con quale personale e con quali medici verranno riempiti quei 20 letti?

Il rischio concreto è di assistere alla replica esatta dello scippo dell’ex INAM. L’ASP si prepara a saccheggiare ulteriormente i reparti e i servizi del nostro presidio ospedaliero “Tiberio Evoli” di Melito per tappare i buchi altrove, spogliando un altare per vestirne un altro e riducendo il nostro ospedale a un guscio vuoto.

La redazione di Capo Sud, nell’augurare buon lavoro alla neo-direttrice Berardi, lancia un appello perentorio : si fermi subito questo scempio logistico e si metta al centro dell’agenda il rilancio reale del “Tiberio Evoli” . Al contempo, la politica locale non può continuare a dormire. È urgente che il Sindaco Nastasi, insieme a tutti i primi cittadini del comprensorio, chieda un incontro immediato ai nuovi vertici aziendali per pretendere risposte scritte, chiarezza e rispetto per i diritti dei loro concittadini .

Non aspetteremo il giorno del taglio del nastro a Bova Marina per sentire le solite promesse di “barricate” che nessuno ha mai visto fare. Se la nuova governance dell’ASP pensa di poter continuare a suonare lo spartito del declino sulla pelle della povera gente dell’Area Grecanica, sappia che stavolta i cittadini le barricate le farabnno davvero. E le faranno per strada con il supporto della stampa libera.

Di caposud

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