A Reggio Calabria, il 17 e 18 aprile 2026, la cardiologia italiana ha scritto una nuova pagina di confronto, ricerca e visione. Due giornate intense, dedicate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e alla riabilitazione cardiologica, con un’attenzione speciale alle differenze di genere.

Il Congresso Nazionale dedicato alla Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari e alla Riabilitazione Cardiologica, con un focus sulle differenze di genere, ha riunito specialisti provenienti da tutto il Paese per discutere nuove evidenze, percorsi innovativi e strategie condivise per migliorare la salute cardiovascolare delle donne e degli uomini.

Al centro dell’evento, la visione e l’impegno della Dott.ssa Bruna Miserrafiti, dirigente e responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Riabilitativa dell’Ospedale “T. Evolo” di Melito di Porto Salvo, e responsabile nazionale dell’Area Medica AICPR.

Insieme al Dott. Domenico Zucco, presidente regionale AICPR Calabria, la Dott.ssa Miserrafiti ha guidato l’organizzazione di un congresso che ha posto l’accento su prevenzione, personalizzazione delle cure e centralità del paziente.

Tra le voci più autorevoli intervenute, la Dott.ssa Daniela Pavan, direttore della Cardiologia e del Dipartimento di fisiopatologia cardio‑cerebro‑vascolare dell’Ospedale di Pordenone, che ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare nella gestione delle patologie cardiovascolari.

A portare un contributo scientifico di grande rilievo anche la Dott.ssa Stefania Paolillo, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università Federico II di Napoli, che ha approfondito il ruolo delle comorbilità e le peculiarità dello scompenso cardiaco nell’ottica di genere.

Due giornate dense di contenuti, confronti e prospettive future, che hanno confermato quanto la medicina di genere sia oggi una necessità clinica, culturale e sociale.

Un congresso che non si limita a fotografare lo stato dell’arte, ma che indica una direzione chiara: costruire percorsi di cura più equi, più efficaci e più vicini alle persone.

Reggio Calabria diventa così il luogo in cui la cardiologia italiana guarda avanti, con competenza, responsabilità e visione.

Di caposud

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