ONCOLOGIA 2021 – Conclusa la due-giorni della VII edizione del convegno nazionale dedicato alla “Multidisciplinarità in oncologia”

Melito di Porto Salvo, 11 settembre 2021 – Aspetto interdisciplinare, multidisciplinare e multiprofessionale, terapie di supporto alle terapie specifiche come terapia oncologica sotto tutti i diversi aspetti. Maggiore attenzione verso i pazienti sia da parte dei parenti che da parte dei medici di famiglia che dovrebbero visitare almeno una volta all’anno i propri assistiti.
E poi l’accorato appello ai manager della sanità, perchè capiscano che c’è un ruolo centrale nella governance del paziente che non deve essere affidato solo all’oncologo, ma anche a una delle figure principali che è lo psicologo o psiconcologo, perchè la sofferenza dei pazienti oncologici non va gestita solo con farmaci e antidolorifici ma valutata a 360 gradi .


Si conclude con queste parole chiave e con questi auspici la due-giorni della settima edizione del convegno nazionale dedicato alla “Multidisciplinarità in oncologia”, organizzato nella veste di direttori scientifici dai dottori Antonino Iaria e Pasquale De Stefano con la collaborazione del dott. Antonino Arcudi dell’unità operativa oncologica del “Tiberio Evoli” .

I lavori , sotto la presidenza dei dottori Giacomino Brancati e Pierosandro Tagliaferri, si sono svolti nella sala convegni dell’Access-point di Roghudi, hanno registrato l’intervento di una sessantina di relatori, molti dei quali in presenza che si sono cimentati con approfondimenti, discussioni e aggiornamenti su come gestire al meglio i pazienti neoplastici trattando importanti tematiche che hanno spaziato dall’immunoterapia oncologica, ai tumori del polmone, cutanei, prostata, rene, ovaio, stomaco e mammella.

Medici e addetti ai lavori inclusi i sanitari di anestesia e rianimazione, allergologia e immunologia, medici di medicina generale, chirurgia plastica e ricostruttiva, ginecologia e numerose altre branche, hanno avuto la possibilità di vedere trattato a fondo la complessa tematica, grazie anche alle relazioni e alle letture magistrali di alcuni dei massimi specialisti nazionali della materia.

Una sorta di antologia intrecciata con pezzi di vita vissuta, esperienze e traguardi raggiunti. Ma anche uno specchio del dolore visto da vicino, e della voglia di essere medico al servizio degli altri , trovarsi ad avere la vita dei pazienti nelle proprie mani, raccogliere la fiducia di chi soffre e spera, condividendo le preoccupazioni, le emozioni, le ansie, ma anche la vita di tutti i giorni. Le soddisfazioni, i ricordi, i timori. E le speranze.

Infine un’esortazione e un monito ai Medici di famiglia, ai colleghi e ai giovani che si avvicinano all’oncologia, perché esercitino con amore e passione questa professione fatta di mente, cuore e mani che la rendono il mestiere più bello del mondo.

Ecco, questo è quello che abbiamo percepito in questi due giorni : il messaggio più importante è che sì, è vero di cancro ancora si muore, ma si guarisce anche e sempre di più grazie agli straordinari velocissimi passi in avanti della ricerca degli oncologi e con la prevenzione. E poi il senso dell’impegno dei relatori e degli instancabili organizzatori dottori Antonino Iaria e Pasquale De Stefano, che con la loro umiltà, dedizione, esperienza e rigore professionale e intellettuale, hanno , ancora una volta messo sotto i riflettori nazionali, la buona sanita Melitese e Calabrese, e annunciato che pur con tanti sacrifici stanno già programmando l’ ottava edizione del 2022.

Interpretando il pensiero dei cittadini del nostro territorio, non possiamo che dire:
Grazie a tutti i relatori del convegno e a tutti coloro che lavorano nella Sanità Pubblica, medici e infermieri che lottano con abnegazione per assistere i malati nonostante turni di lavoro massacranti, carenze di organico e di materiali, stipendi inadeguati, istituzioni assenti..
Grazie Dott. Iaria! Grazie dott. De Stefano ! Continuate nella vostra missione, siete diventati un punto di riferimento importante per il nostro territorio e soprattutto per i veri viaggiatori della speranza e della sofferenza dei nostri tempi, i malati di oncologici.

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