MELITO: GIU’ LE MANI DALLA MALSANA PRATICA DI COLATE DI CEMENTO SUI BENI CULTURALI RIMASTI IN VITA!

LA PAESAGGISTICA NEL PAESE DI GIUFA’, LE COLATE DI CEMENTO E CATRAME SULLA STORIA DI MELITO, LO STRABISMO E LE PRESUNTE OMISSIONI DELLE ISTITUZIONI PREPOSTE AL CONTROLLO .


Melito di Porto Salvo, 26 febbraio 2021 – Appare davvero singolare come la Commissione Prefettizia, che amministra il comune di Melito di Porto Salvo, non abbia avuto nulla da obiettare, a fronte dei servizi giornalistici della nostra emittente e della Gazzetta del Sud, sui lavori eseguiti in via XIX Agosto, alle spalle della chiesa di Maria Santissima Immacolata, dove, di recente, è stato ricoperto e sotterrato da cemento e catrame, l’antico lastricato in pietra

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Chi pensa che il paese di Melito di Porto Salvo non abbia una storia, e pure importante, sbaglia. Chi, invece, quotidianamente, contribuisce e continua a seppellirla, dopo decenni di abbandono e degrado, con discariche di rifiuti e sversamento fognario a cielo aperto, colate di cemento e catrame su strade e marciapiedi e su beni culturali rimasti in vita, oltre ad offendere la pubblica incolumità, la memoria e la storia , commette reati urbanistici e paesaggistico-ambientali, penalmente rilevanti, sia sotto l’aspetto abusivo che omissivo.

Melito di Porto Salvo, con i suoi circa 12.000 abitanti, non è solo, un ammasso di scheletri di palazzi incompiuti e lavori pubblici degli orrori. Non è solo, un centro e una periferia abbandonata, una ferrovia pericolosa e cadente, un ospedale morente, un lungomare degradato e arrugginito, un viale Garibaldi e un viale delle Rimembranze trasformati in centro di defecazione canina.

Melito, non è solo, una enorme discarica di rifiuti a cielo aperto che parte dal mare fino alle periferie, un paese con un depuratore malfunzionante e sequestrato, un sistema idrico e fognario colabrodo. Ed ancora, Melito non è solo il paese con una segnaletica stradale, capasotto e “boto-trappola. Melito non è solo il paese della violenza, del branco o della ndrangheta, e non è neppure il paese dell’”Ubiquitas” (la spettacolare operazione di polizia, carabinieri e Polizia Municipale  che porto all’arresto di dipendenti comunali.

Insomma, Melito non è il paese di Giufà, dove tutto va in malora e dove gli “sciocchi” e gli “stronzi”galleggiano e sono meglio di te, e non è neppure il paese di ” mi annoio e non importa”e tutte le cose sono “sciocchezze”…

Melito di Porto Salvo, è solo un paese colpito dalla maledizione, di essere, da decenni, gestito, con “deliberata” superficialità, da personaggi che si intrecciano e si somigliano, da politici in cerca d’autore che imperversano nei “tavoli della nutella”, da “sbadati”, da“controllori” e commissari prefettizi.

Agli smemorati personaggi, ai ” mi annoio e non importa” agli sbadati, ai “controllori”, ai “controllati”, ai commissari Prefettizi  ed a tutti coloro che, con o senza premeditazione, sono impegnati nell’opera di demolizione storica, culturale e paesaggistica, ricordiamo che Melito Porto Salvo, è anche il comune più a sud della Calabria e dell’Italia continentale e anche  il centro più esteso dell’Area Grecanica.

Agli sbadati, ai “controllori”, ai “controllati, in cerca d’autore, ricordiamo, inoltre, che Melito Porto Salvo, è anche il paese che ha dato i natali a personaggi illustri e che, nel contesto della storia nazionale, è ricordata per i due sbarchi garibaldini: il 19 Agosto 1860, quando Garibaldi andò incontro, vincente, a Vittorio Emanuele II, e il 25 Agosto 1862, quando invece dovette scontrarsi con i piemontesi sostenuti due anni prima.

Ai Signori, ” mi annoio e non importa” , agli sbadati “controllori” e controllati,  ai commissari Prefettizi  ed a tutti coloro che, con o senza premeditazione, sono impegnati nell’opera di demolizione storica, culturale e paesaggistica, ricordiamo, inoltre,  che Melito di Porto Salvo,  è  anche il paese che –  con i suoi luoghi della memoria, Il suo panoramico lungomare dei Mille, il Monte Calvario, l’antico borgho di Pentidattilo, il piroscafo a vapore Torino, affondato dai Borboni durante lo sbarco dei garibaldini, che giace a 12 metri di profondità sui fondale del mare e, non ultimo, il “Paese Vecchio” con la sua Via XIX Agosto, divide la nuova zona dal vecchio “centro storico–  profuma di storia.

Ed è proprio, questo strada del centro storico , la via XIX agosto, che per colpa di una classe politica e dirigente non degna di essere definita tale, ad essere finita, questa volta, sotto il cemento e il catrame. Ed è su quest’opera di seppellimento che sentiamo riecheggiare “Fermateli”. E’ l’urlo disperato della storia. Un urlo cosi forte, che vuole oltrepassare i confini territoriali per giungere alla sensibilità delle “sbadate” e “sorde” “istituzioni” che “devono” tutelare i beni culturali di interesse storico-artistico, sottoposti a vincoli.

Il “Paese vecchio” è un bene pubblico di interesse storico e culturale che, in considerazione della puntuale normativa vigente, richiede, negli interventi edilizi, un doveroso rispetto delle leggi e del contesto storico e urbano.  Le selvagge colate di catrame e cemento, sono offensive e irrispettose della collettività, dell’ambiente e dello spirito dei luoghi e  richiedono, alcune riflessioni in punta di diritto e di responsabilità, sia per le autorizzazioni che per la legittimità, passando per le verifiche.

Ecco perché, si ribadisce l’assurdità di eliminare, con selvagge colate di catrame e cemento, un elemento fondativo dell’estetica urbana melitese, soprattutto nel centro storico e in vie di pregio come, appunto, la via XIX Agosto.

Ecco perché, ritorniamo sull’argomento con questo nuovo servizio. Ecco perché, dopo i precedenti servizi giornalistici e dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni da parte di numerosi cittadini, abbiamo deciso di passare all’attacco e presentare con questa inchieste giornalistica, un esposto al Comune di Melito, alla Soprintendenza per i beni archeologici e paesaggistici ed alla Procura della Repubblica, non escludendo la possibilità di proporre, unitamente ad un comitato di cittadini, azioni civili per l’abbattimento delle “selvagge” opere edilizie ed il risarcimento dei danni..

La tutela dei beni culturali e paesaggistico-ambientali è un dovere civico prima ancora che giuridico e istituzionale. Le pavimentazioni in pietra, esistenti all’interno del centro storico, costituiscono   preziosa testimonianza di un passato e di una sapienza costruttiva che vanno tutelati e recuperati. Il paese di Melito può avere un futuro economico solo puntando sulla valorizzazione del turismo, della storia e della cultura.

Ed è con questo spirito che, nel 2005, l’allora amministrazione Comunale, riconoscendo il “Paese Vecchio” centro storico per eccellenza del Comune di Melito di P.S., ha eseguito, con un progetto mirato alla riqualificazione, tutela e valorizzazione dell’eredità storica urbanistica dei luoghi in esame, i lavori di riqualificazione del Centro Storico “Paese Vecchio” utilizzando un finanziamento Europeo (POR CALABRIA 2000 – 2006) di euro 1.384.000,00.

Lavori di riqualificazione, tutela e valorizzazione dell’eredità storica urbanistica, che sono stati effettuati, eliminando il cemento e il catrame e, recuperando o sostituendo il lastricato originario, nel rispetto delle trame e della tecnica di posa in opera originaria, con materiali tali da conferire al contesto locale un aspetto antichizzato. .

Lavori di rifacimento e di recupero, effettuati con un doveroso rispetto del contesto storico e urbano, che, oggi, non possono essere vanificati, da un selvaggio, mortificante e indecoroso intervento che grida allo “scandalo urbanistico” e che sembra il delirio di un fabbricante di catrame ubriaco ed invaso da velleità dissacratorie.

E’ giunto il momento di fermare questo nuovi e moderni vandali ed è incomprensibile, se non addirittura omissivo, l’irresponsabile comportamento di chi, i beni culturali di interesse storico-artistico, sottoposti a vincoli , dovrebbe tutelarli.

A Melito di Porto Salvo, negli anni, abbiamo assistito a continui interventi repressivi da parte del Comando Vigili Urbani, Carabinieri, compreso il nucleo Forestale e la Capitaneria di porto, che hanno sequestrato, per mancanza di licenza edilizia o  certificazione paesaggistica, tettoie, gazebo, verricelli per tiraggio barche e, persino tende e ombrelloni, mentre nessuno, oggi, interviene , in casi come quelli indicati sulla via XIX Agosto, per verificare, con quali criteri e quali autorizzazioni sono stati effettuati questi lavori di cementificazione e catramazione, sul “centro storico” di Melito che, in quanto “centro culturale” è soggetto ad autorizzazione paesaggistica.

Ma chi sono i soggetti preposti alla vigilanza sull’attività edilizia la vigilanza sull’attività urbanistica e quali le responsabilità.

Ricordiamo a questo proposito che, a norma delle vigenti leggi, le responsabilità di vigilanza e controllo, sull’attività urbanistico- edilizia sul territorio comunale, ricadono, oltre che sugli amministratori ( in questo caso la commissione straordinaria), sul dirigente dell’ufficio tecnico e anche sul segretario comunale.

Un discorso a parte merita l’attività di vigilanza svolta dalla Polizia locale, che ha l’obbligo – qualora sia constatata o segnalata , anche su denuncia dei cittadini (nel caso in questione il servizio della nostra testata giornalistica e quello della Gazzetta del Sud rappresentano una pubblica denuncia), di accertare e segnalare all’ufficio tecnico comunale l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità, per l’adozione di tutti i provvedimenti necessari per tutti gli abusi urbanistici commessi in zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale.

Ne consegue dunque, che in caso di inerzia del dirigente della Polizia Locale, dell’ufficio tecnico comunale, del Segretario Comunale o della Commissione Straordinaria, si configura “l’omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale” per il mancato rispetto di vincoli (idrogeologici, paesaggistici, ambientali…).

Siamo, dunque, di fronte a un “delitto contro l’ambiente” penalmente rilevante, con l’aggravante dell’alterazione irreversibile di siti di interesse storico-artistico sottoposti a vincolo per i quali va “ordinato” il ripristino dello stato dei luoghi.

Ricordiamo che il paese di Melito può avere un futuro economico solo puntando sulla valorizzazione del turismo della storia e della cultura. Per fare ciò si rende necessario sostituire, non solo gli attori, ma anche gli orchestranti, i cantanti e i direttori d’orchestra che, da decenni, si presentano con le solite note e la solita musica, clamorosamente stonata. Di questi brani vi ricordiamo i Titoli: “Melito Futura”,“Melito cambia”, “Melito nel cuore”, “Per Melito”, una Citta da cambiare.

In paese, si sta facendo strada, la convinzione, che ci sia un perverso disegno per affossare e distruggere quel che rimane dell’antica e gloriosa Melito. Noi, siamo invece convinti, che sia necessaria e indispensabile una profonda azione di pulizia, non tanto per il decoro urbano, quanto, invece, per il decoro amministrativo – istituzionale.  

CERTO, SE IL PASSATO E’ STUPEFACENTEMENTE ”STONATO” E IL PRESENTE DELUDENTE E VIZIATO, IL FUTURO E’ GIA SEGNATO.

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