Altro che Covid 19, a Melito Porto Salvo si convive con fogne,rifiuti, roditori e sciasmi di insetti.

fogna pilati melitoAltro che pandemia da Covid 19, a Melito Porto Salvo, tra fogne che scorrono indisturbate nel torrente Tuccio verso il mare, cumuli di spazzatura, tra il ponte di Pilati e le baracche di via del Fortino, nelle quali vivono otto famiglie, i cittadini, sono costretti a convivere con una puzza insopportabile, sciami di insetti e roditori di fogna e di rifiuti.


Eppure, ma forse Melito non fa parte dell’Italia, nel recente mese di Aprile, l’ Istituto Superiore di Sanità, ha emanato un documento con precise indicazioni ad interim sulla gestione dei fanghi di depurazione per la prevenzione della diffusione del virus SARS-CoV-2.
I principali destinatari di questo documento sono i gestori del servizio idrico integrato, inclusi gli operatori degli impianti di depurazione, le autorità ambientali e sanitarie che a livello nazionale, regionale e locale
(province, comuni e altri enti territoriali) sono preposte alla tutela della salute e alla salvaguardia ambientale coinvolte nella prevenzione e gestione di rischi correlati alla contaminazione delle acque. nel quadro normativo di riferimento( DL.vo 152/2006 e s.m.i, DL.vo 92/1999, DL.vo 4/2008) e nelle pratiche correntemente adottate nella depurazione di reflui a livello nazionale, il rischio di esposizione umana a microrganismi patogeni (batteri, virus e parassiti), veicolati con le acque reflue e associato alla depurazione e al trattamento dei fanghi, è stimato sulla base di criteri e controlli rigorosi che regolano corretto ed efficiente espletamento del servizio pubblico essenziale di depurazione delle acque reflue urbane, il cui esercizio è indispensabile per garantire la tutela della salute pubblica e la protezione dell’ambiente.
L’istituto Superiore di Sanità, evidenzia, infine, l’opportunità di rafforzare i controlli su smaltimenti di acque reflue o fanghi non trattati in impianti di depurazione che potrebbero causare esposizione umana a materiali
potenzialmente infetti da SARS-CoV-2, anche attraverso la contaminazione di falde sotterranee o superficiali.
Chi ha il dovere di intervenire lo faccia con estrema urgenza. I cittadini
meritano rispetto e la tutela loro salute è un diritto.

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