A MELITO ERAVAMO E SIAMO NELLA…. FOGNA… | DISASTRO AMBIENTALE BIS ?

Tutto nuovo, tutto vecchio. Ancora una volta, i riflettori della stampa si accendono sulla la cattiva gestione dell’impianto di depurazione e fognario del comune di Melito di Porto Salvo.
Questa è la triste storia di un disastro ambientale annunciato, aggravato dalla reiterata prosecuzione delle pluriennali omissioni, errori e orrori di una amministrazione della cosa pubblica smemorata che, per anni, ha continuato ad adottare la politica dello scarica barile.

Ancora una volta, nonostante le continue segnalazioni, non è stata ripristinata la funzionalità del depuratore di Via Notaro Melito di Porto Salvo e, una fiumara di liquami fognari senza alcun tipo di depurazione, scorrono verso il mare, con i cittadini costretti a convivere con il cattivo odore e l’aria irrespirabile di una fogna a cielo aperto che mette a rischio non solo la loro salute, ma, ancora una volta, la stessa stagione estiva che si preannuncia già incerta a causa dell’epidemia Covid-19.
Anche presso la nostra emittente, giungono, quotidianamente, segnalazioni di cittadini che manifestavano seria preoccupazione per la loro salute. Siamo andati sul posto con le nostre telecamere ad abbiamo dovuto riscontrato che la situazione è peggiorata rispetto al 2018.
Prima di chiudere questo servizio, abbiamo sentito, telefonicamente, la Viceprefetto Anna Aurora Colosimo, commissario prefettizio del Comune di Melito che, si è detta esasperata per questa assurda situazione, sulla quale – ha dichiarato – interveniamo quotidianamente per affrontare continue emergenze. “Stiamo lavorando su un progetto con la Regione Calabria elaborato, con perizia dettagliata, elaborata dai tecnici del Dipartimento Ambiente, nel dicembre del 2019. Il Comune di Melito è stato inserito tra i 20 comuni aventi maggiori criticità nel settore della depurazione e reti fognarie. Si tratta di un progetto di circa un milione di euro, definitivo,  che metterà la parola fine alle criticità. Sono stata personalmente a Catanzaro e ho, recentemente, parlato con l’assessore all’ambiente che mi rassicurato sull’esito del finanziamento che, dovrebbe essere concesso, dopo la necessaria modifica della voce di Bilancio, comunque entro il mese di luglio”.
Nel frattempo, le immagini ritraggono una scena che si ripete da un paio di anni questa parte, con il depuratore mal funzionante e la rete fognaria che continuamente a saltare con la fuoriuscita di liquami. Un problema che si ripete e che si era presentato in tutta la sua gravità soprattutto nei periodi estivi determinando pesanti disagi per vacanzieri e operatori turistici. Senza dimenticare le innumerevoli ordinanze di divieto di balneazione, emanate dall’ex sindaco Giuseppe Meduri ed il rinvio a giudizio dello stesso, a conclusioni delle indagini nel nel mese di luglio 2018, per disastro ambientale, offesa alla pubblica incolumità e frode, unitamente ad alcuni tecnici comunali ed alla società di gestione del depuratore.  Tra i tecnici, finisce in giudizio anche l’architetto Gerace subentrato alla direzione dell’ufficio tecnico solamente a partire dal 13.09.2018.
Inoltre, Meduri risulta indagato anche per aver disposto una doppia proroga del contratto con la “Ghost” ch’era scaduto, estendendo il rapporto fino al 14 dicembre 2018, superiore a quella prevista dal bando di gara, procurando così intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società di gestione degli impianti di depurazione, sul cui rappresentante legale pende anche l’ipotesi di reato di frode ( mancato smaltimento di fanghi,mancata pulizia dell’impianto, e mancato pronto intervento in caso di malfunzionamento delle stazioni di sollevamento)
Sembra incredibile ma è vero, nonostante la criticità fosse ed è nota a tutti per la sua gravità, nessuna soluzione è stata trovata se non interventi quotidiani per affrontare le continue emergenze in attesa del futuro finanziamento regionale.
Incredibile ma è vero, gli attori e i protagonisti di questo disastro sono sempre gli stessi. Stessa impresa di gestione “Ghost” , stessi tecnici eccetto l’Architetto Gerace, stesse autorità preposte al controllo, fatta eccezione per la gestione politico/amministrativa che è passata da Meduri al commissario prefettizio, Anna Aurora Colosimo. Chissà se sono in corso altre indagini e se mai saranno denunciati per lo stesso reato le stesse o altri soggetti, anche in considerazione del furto delle 34 elettropompe per un valore di 340 mila euro verificatosi nel mese di dicembre del 2019.
Furto di elettropompe al depuratore di contrada “Notaro” a Melito. Erano 34 per un valore di 340 mila euro, tutte in manutenzione e per questo erano state depositate nel cortile, in attesa venisse stabilito dai tecnici il da farsi. I ladri sono entrati in azione nottetempo con un camion. Il furto è stato scoperto nella mattinata di ieri. Sono stati gli operai della ditta che ha in gestione l’impianto ad accorgersi dell’accaduto.
Recandosi sul posto di lavoro hanno subito notato la mancanza dei macchinari, provvedendo a segnalarla ai responsabili della loro impresa, al comune e alle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che hanno registrato la denuncia e avviato le indagini.
Più che mai attuale un nostro articolo del 10 luglio 2018 dal titolo: MELITO DI PORTO SALVO , CRONACA DI UN “DISASTRO AMBIENTALE” ANNUNCIATO.
Tutto nuovo, tutto vecchio. Il mare di Melito è inquinato? L’inquinamento deriva dalla cattiva gestione dell’impianto di depurazione e fognario? Siamo nel campo delle omissioni pluriennali e di conseguenze della cattiva amministrazione di impianti pubblici? Chi sono i responsabili di questo “disastro ambientale”annunciato?

Le uniche novità, rispetto alla situazione fotografata in detto articolo del luglio 2018, sono il cambio di guardia nella gestione del Comune ( al sindaco Meduri è subentrato il commissario prefettizio, Anna Aurora Colosimo) e la sparizione ( non per magia ma per furto, delle 34 pompe di sollevamento per un valore di 340 mila euro.

Tutto il resto è noia come recita una delle più belle canzoni di Franco Califano tratte dall’album “Stasera canto io”. “Sì d’accordo ma poi…/ tutto il resto è noia / no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia, / maledetta noia”. Riconoscendoci.Perché il Califfo (Franco Califano) era, come noi, estremo e autonomo nelle scelte di vita, simbolo della libertà di espressione.
Tornando alla sostanza del problema, ci comportiamo oggi , come ci siamo comportati ieri con Meduri Sindaco ed a leggere semplicemente la cronaca di quanto e avvenuto e avviene, ci troviamo, se il tutto viene letto con distacco ed in senso letterale in un bel paradosso.Evidente manovrando la manopola della sintonia i fatti e le responsabilità sono visti e accertati da un’altra prospettiva.
Per la cronaca : nell’ultima decade del mese di aprile 2020, Il direttivo di “Una città da cambiare” ha invitato una segnalazione al comune di Melito Porto Salvo riguardo al depuratore di Via Notaro. La lettera è indirizzata al commissario straordinario Anna Aurora Colosimo e al Resp. Ufficio Tecnico Vincenzo Manti.
Anche Vincenzo Crea Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”, interviene con una nota stampa indirizzata alle autorità competenti . “Faccio seguito alle precedenti numerose segnalazioni a far data 25 gennaio 2018 – scrive Crea – per rappresentare che la mala depurazione a Melito di Porto Salvo non è stata risolta. Continuano gli scarichi discontinui che durano giorni.L’attività ispettiva svolta dallo scrivente ha permesso di constatare che una fiumara di liquami fognari senza alcun tipo di depurazione scorrevano verso il mare.
Nel torrente Sant’Elia continua a scorre una fiumara di liquami fognari di colore nero che raggiungono le acque del mare. Lo scarico ricade nel territorio di Melito PS. Gli ampi segni di nerume lasciati nell’alveo fluviale e sulla spiaggia fanno ritenere legittimamente che la portata aumenta durante la notte. Si chiede ancora una volta un urgentissimo intervento per eliminare definitivamente questi gravi inconvenienti igienico sanitari che minacciano la salute delle persone e l’integrità dell’ambiente, ripristinare la funzionalità degli impianti di depurazione.

Non spetta a noi, comunque, individuare i responsabili di questo disastro ambientale ma le istituzioni, preposte all’amministrazione e al controllo,  dovrebbero prendere atto dell’ imprudenza e imperizia nella gestione, verificare la gravità della situazione lungo tutto il tratto di mare antistante l’arenile comunale, bonificare i torrenti dalla maleodorante fogna che con il caldo genera insetti ed infezioni mettendo a rischio la salute dei cittadini , individuare soluzioni per tutelare la stagione estiva già iniziata male e che rischia di essere definitivamente compromessa.

Vuoi vedere che la colpa è, ancora una volta, della stampa! Beh, che dire: ancora una volta ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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