Presentazione del libro Aspromuntis karma di Tommaso Iaria – Città del Sole Edizioni. IN DIRETTA ORE 17:30 SU CAPO SUD TELEVISION CHANNEL

Aspromuntis karma 2020-04-17 - 08Melito di Porto Salvo, 04 Maggio 2020 – IN DIRETTA ORE 17:30 SU CAPO SUD TELEVISION CHANNEL la presentazione del libro Aspromuntis karma di Tommaso Iaria – Città del Sole Edizioni.
n collegameno con :Tommaso Iaria Sindsaco di Condofuri (RC) e Autore del libro Aspromuntis karma – Franco Arcidiaco, Direttore editoriale Città del sole edizioni – Pasquale Pizzi, Presidente del Circolo Culturale Meli,- Giuseppe Toscano Giornalista e corrispondente della Gazzetta del Sud (conduttore).
– Domenico Vincenzo Vinci Direttore Capo Sud Television Channel (Regia)

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«Nel libro di Iaria, ogni pagina importante della storia italiana viene riletta alla luce dell’attività della Massoneria, della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra quasi che un inquietante filo nero attraversi e leghi la storia prima del Regno e poi della Repubblica Italiana dal dopoguerra ai nostri giorni. Un filo che buca il sottile schermo che nasconde la strategia della tensione, le bombe a Piazza dell’Agricoltura e ai treni, le stragi di mafia, i delitti e gli attentati politici da Pio La Torre a Carlo Alberto Dalla Chiesa a Aldo Moro a Mino Pecorelli, a Karol Wojtyla!

Aspromuntis karma di Tommaso Iaria

“Questo libro è stato scritto per i viandanti che attraversano «terre infide e perigliose» dove facile è perdersi, chiamati in questo tempo dal destino a scalare a mani nude le vette insormontabili della vita” (dalla Premessa dell’autore)
“L’idea di raccontare da una prospettiva diversa, ossia più aderente al sentire della gente del Sud, il ruvido dipanarsi degli intrighi scellerati occorsi tra mafia, politica e massoneria fin dalla prima alba dello Stato Italiano, mi balenò in testa durante lo svolgersi dell’Agorà organizzata dal Movimento 5 Stelle per discutere dell’affaire Bachelet, un guazzabuglio di corruzione e imbrogli inerenti la costruzione di un edificio scolastico – intitolato alla memoria del compianto giurista – ubicato nella frazione Marina del Comune di Condofuri (RC) […] La mafia eretta a «elemento costitutivo del potere» dalle elite dominanti e «il Mezzogiorno come metafora» dell’Italia e dei suoi mali: eccolo il filo conduttore di queste pagine in cui sedimentano frammenti di storia che offrono «maggiori angoli di ripresa» (e quindi convergenze più complesse) sugli intrighi istituzionali […] L’intendimento che mi anima consiste nell’offrire spunti di riflessione che facciano emergere le false convinzioni di ieri e di oggi sul feticcio risorgimentale, un clamoroso falso storico passato alla storia con il nome di «processo unitario» […] A pensarci bene, però, forse [Leonardo Sciascia] una cosa la direbbe: ci ricorderebbe, che un uomo è sempre un uomo, con buona pace di burattinai, falsi perbenisti e intellettuali della domenica” (dall’Introduzione dell’autore).
Come osserva Ilario Ammendolia nella prefazione, l’autore, noto per la sua attività politica, è tipo coraggioso, non conformista, abituato a manifestare con una certa asprezza le proprie idee anche quando queste vanno contro corrente. Ritengo che scrivere un libro che parla della propria terra sia l’estremo atto d’amore che un figlio innamorato possa fare alla propria madre: è la terra che ci lega in un insieme complesso, e a volte inestricabile, di vincoli e relazioni ed è a lei che ritorniamo dopo il pellegrinaggio della vita.
Scorrendo le pagine del libro, originale non solo nel titolo ma anche nella forma (un po’ saggio, un po’ romanzo, un po’ pamphlet) assisteremo alla nascita della mafia nell’isola di Favignana e ne vedremo annunciata la morte da parte di un vecchio ndranghetista, uomo di seta e di umiltà, che non si riconosce più nella società degli uomini d’onore, così come essa è oggi.
Molte anche le notizie interessanti sulla Massoneria, dall’affiliazione ai rapporti all’interno delle logge, con un capitolo dedicato alla vicenda del “suicidio” del notaio Marrapodi, grande oratore della Loggia Logoteta di Reggio Calabria.
« Tommaso Iaria – scrive a conclusione della sua prefazione Ammendolia – focalizza la Storia […] e certamente leggendo il libro si ha la possibilità di frugare negli angoli più bui, negli anfratti più nascosti, nei triangoli segreti della Storia che generalmente restano sempre nell’ombra. Il libro è un fascio di luce […]».Oggi per un calabrese, per lo più dimorante nell’Aspromonte greco, non è facile parlare di ‘ndrangheta senza correre il serio rischio di venire frainteso. Infatti li fuori c’è sempre qualcuno pronto a puntarti il dito contro, ad accusarti di intelligenza con il nemico, a rifiutare di confrontarsi a prescindere… in ragione del marchio di mafiosità che ti porti appresso (a torto o a ragione poco importa).
Così i figli sventurati di questo lembo di terra, destinati per contagio all’ultimo dei gironi infernali, vivono i loro giorni in apnea, nell’attesa perenne di vedere grondare il sangue della scomunica sociale dalle ferite della propria anima.
In appendice al libro è ripercorsa la vicenda del c.d. affaire Bachelet, di cui si occupò anche la trasmissione televisiva Striscia la notizia, costellato da una serie incredibile di omissioni e opacità amministrative.
Tommaso Iaria ha inteso, quindi, dare voce a ciò che sentiva dentro cogliendo l’occasione per sfatare alcuni luoghi comuni a partire dal mito del “Risorgimento” che, per dirla con il compianto Pasquino Crupi, altro non fu se non «una menzogna calcolata fino al millimetro» che ci costrinse al ruolo di coloni.
Aspromuntis karma si inserisce di diritto nel filone del nuovo meridionalismo. È certamente un libro importante per la Calabria, un libro che non può mancare nella libreria di quanti ritengono che il Sud abbia ancora gli anticorpi per risollevarsi purchè ciascuno, a partire dal «Governo di Roma», faccia fino in fondo la sua parte.
Lo consigliamo vivamente, non mancando però di avvisare che anche la sola lettura richiede una certa dose di coraggio…

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