CONDOFURI: IL FANTASMA DEL FASCISMO IN ASSENZA DI FASCISMO È L’UNICO “QUADRETTO” CHE TIENE UNITA LA MINORANZA CONTRO IL SINDACO IARIA.

Ma la cosa più vergognosascriveva Seneca in una delle  Lettere a Lucilio  – “se è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto”.


tommaso iariaMelito di Porto Salvo, 18 Marzo 2019 – Il “clamore” mediatico e social che si è abbattuto sul Sindaco Iaria,  nell’ultima settimana, reo di aver appeso  dietro la scrivania, nel suo ufficio, all’interno della delegazione Municipale della Marina, una vecchia stampa, non solo non ha sortito gli effetti sperati dagli ispiratori, ma ha  trascinato l’immagine del Comune,  in un “vortice” scandalistico immeritato, che ha contribuito a far mettere alla berlina Condofuri con un danno politico e istituzionale.

È l’ordine di grandezza, che non è confrontabile con il metro di misura utilizzato per montare la vicenda. Si tratterebbe, infatti,  di un quadretto di ( Cm 22 in H x Cm. 23 in L ) contenente un poster ,  notato e denunciato  – secondo quanto riportato dagli organi di stampa locale e nazionale – dal gruppo di opposizione capitanata dall’ex Sindaco Salvatore Mafrici e l’ANPI, che hanno presentato un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica e denunciato, il Sindaco Iaria, per apologia del fascismo (cit.  manifesto di chiara impronta fascista, che riproduce il giuramento del battaglione italiano delle Waffen SS autore della strage di Sant’Anna di Stazzema).

Il Sindaco Iaria, che certamente non si aspettava un simile clamore mediatico, ha provveduto a rimuovere immediatamente il poster , dichiarando, in un comunicato stampa, come “la sua esposizione non fosse assolutamente finalizzata, contrariamente a quanto riportato nel citato esposto, alla “esaltazione di principi, simboli, slogan propri del nazi-fascismo”. “L’unica ragione per la quale ho affisso quella stampa – conclude Iaria – è di tipo affettivo in quanto regalatami, diverso tempo addietro, da una persona del tutto estranea ad ambienti nazi-fascisti, oggi prematuramente scomparsa”.

Fin qui i fatti, che comunque vanno indagati e approfonditi, soprattutto, per fare chiarezza su molte inesattezze, a partire da quella, secondo la quale,   il Sindaco Iaria, avrebbe , come si legge sugli organi di stampa, lasciato in bella mostra e, quindi, utilizzato il poster, anche durante “il messaggio di auguri di Natale “, che il primo cittadino, ha inviato ai cittadini di Condofuri.

iariaNiente di più pretestuoso, se non, addirittura, falso, visto che,  il messaggio di auguri,  incriminato quale veicolo di pubblicità nazifascista, è stato realizzato ,  trasmesso e postato dalla nostra emittente. Il video ancora presente visibile sui social, ritrae il Sindaco, in primo piano mentre, alle sue spalle,  scorre, per tutta la durata del video (2 minuti e 24 secondi) , solo il bianco della parete sullo sfondo.

L’unica panoramica, che ritrae l’ufficio del Sindaco, è quella ad inizio intervista ( durata 1 secondo) , nella quale, il poster incriminato,   passa inosservato e, comunque, non identificabile, così come,  inosservato è invisibile, nel filmato , risulta essere il poster   che ritrae il Presidente della Repubblica.

Ed è proprio questa “distrorsione” , questo modo di” masticare fatti ” trasformandoli, che ci spinge ad intervenire  e chiedere agli autori e agli editori,  di voler rettificare la notizie infondata.

Notizia, contraria alla veritàche ha creato una cappa mediatica,  non solo intorno alla vicenda ma,  anche,  un danno di immagine,  sulla nostra testata editoriale, indirettamente e ingiustamente  accusata, di aver ripreso e trasmesso un video ( “il messaggio di auguri di Natale “, che il primo cittadino, ha inviato ai cittadini di Condofuri)  contenente un messaggio subliminale.

Lo facciamo, consapevoli che  il primo requisito, che la cronaca deve rispettare nel momento in cui entra in conflitto con un diritto inviolabile garantito dall’art. 2 Cost. ,  è rappresentato dalla verità dei fatti.  E poiché i fatti , riportati da molti quotidiani , almeno per quanto riguarda il video incriminato, da noi prodotto, non corrispondono alla verità. E’ nostro dovere, ma anche nostro  diritto,  richiedere la rettifica.

Lo facciamo, senza alcuna pretesa difensiva e/o accusatoria , ma solo per il nostro diritto di replica e di rettifica, oltre che  per dovere di cronaca e di informazione,  ricordando agli autori e agli editori, che  l’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948 stabilisce che “il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale”.

Per il resto, tornando alla parte vera della notizia, cioè, al “quadretto” esposto nella stanza del Sindaco, condividiamo e facciamo nostre le dichiarazioni  dell’ANPI:Il Sindaco Iaria, avendo giurato, pochi mesi fa, all’atto dell’insediamento del primo Consiglio Comunale, fedeltà alla   Costituzione, ha il dovere di adempiere le funzioni pubbliche affidategli  con disciplina ed onore”. Nessuna deroga può essere giustificataaggiungiamo noi –  dalla eventuale ignoranza e/o irresponsabilità.

In ogni caso, il Sindaco ha sbagliato. L’accaduto, va condannato “senza se e senza ma”. Di fronte a simili comportamenti, “non c’è giustificazione  che tenga”. La Delegazione del  Comune è un ufficio pubblico che non può essere confuso con l’ufficio personale privato  o con casa propria . L’investitura popolare non può essere “accampata” sotto la tenda “affettiva o, peggio ancora,  sotto quella dell’ “ignoranza e dell’irresponsabilità”.

Certo, noi non giustifichiamo neppure il comportamento di chi, pur riconoscendo i tanti problemi che il comune ha, dopo aver sollevato il polverone, si lamenta del fatto che Condofuri sia finito sotto i riflettori della stampa nazionale, con una figuraccia che coinvolge la comunità in una situazione vergognosa, dopo averne “masticato”, e “diffuso” la notizia, facendola entrare non solo in Procura, ma anche,  all’interno del Parlamento Italiano, attraverso una interrogazione parlamentare.

In momenti così difficili per l’area Grecanica e per il comune di Condofuri . Territorio, nel quale, cresce l’emarginazione,  la disoccupazione, la precarietà e lo sfruttamento, spunta il fantasma del  fascismo in assenza di fascismo contenuto in un  “quadretto” . Questa è, purtroppo,  l’unica cosa che riesce a vedere, ad occhio nudo, solo chi non si è rassegnato a cedere il passo a chi avendo vinto le recenti elezioni , intende  amministrare il Comune in totale discontinuità con il passato .  Ma la cosa più vergognosascriveva Seneca in una delle  Lettere a Lucilio  – “se è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto”.

Nessuna azione a difesa dell’Ospedale T. Evoli,  sulle condizioni della SS.106 . Non una parola sui problemi che affliggono il territorio ed i cittadini che, a causa della crisi economica,  si trovano senza lavoro, senza assistenza sanitaria, in totale assenza delle condizioni per una vita dignitosa. Si preferisce portare all’attenzione del Parlamento con una interrogazione “la lotta alle streghe”, la questione del  fascismo (racchiuso in un quadretto dentro la stanza del Sindaco ) e dell’antifascismo (racchiuso nella minoranza consiliare), che sono due facce della stessa medaglia.

Purtroppo, anche a Condofuri, con le stesse formule e gli stessi metodi dei tempi della Santa Inquisizione ,  si  è aperta,  la “caccia alle streghe”. Un clima di sospetto generalizzato, molto di moda ed in linea con quello che ultimamente si è aperto in Italia, in Europa e nel mondo.

Basta il sospetto perché venga acceso il rogo. Non passa giorno che un qualche politico, non ingaggi dei Santi Inquisitori per rovinarne un altro. Accade, infatti, che:  in Francia,  si tenta di impedire a tutti i costi, con condanne e ricorsi, gli spettacoli del comico camerunense Dieudonné Mbala Mbala per il loro contenuto antisemita e antifemminista;  negli Stati Uniti,  Donald Trump, da quando è stato eletto, viene addirittura accusato fra le tante altre cose, di ostentare “una volgare mascolinità”;  alla festa dell’Unità di Reggio Emilia, Orietta Berti, viene accusata di razzismo: ‘Finché la barca va’ offende i migranti” , quanto scoperto che tra le righe dell’apparente innocua canzone del 1970 (cantata persino nelle scuole!), si nasconderebbe un vero e proprio inno contro l’immigrazione; in Ucraina Al Bano e Cutugno e,  a Condofuri  Iaria, rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale. Quest’ultimo, a differenza di Toto Cutugno,  non sarebbe  “Un Italiano vero !”

A Condofuri, dal giorno in cui è diventato Sindaco Iaria, non c’è atto politico-amministrativo che non venga messo sotto la lente di ingrandimento da parte della Minoranza, che, per trovare “il quadretto” nella stanza del Sindaco, e dimostrare che il Sindaco è uno “stregone fascista”,  sceglie di allearsi con l’ex Sindaco.  Iaria,  finisce  sul banco degli imputati  e  viene la sua  destituzione dall’incarico per essersi macchiato  del  reato di apologia del fascismo.

WhatsApp Image 2019-03-16 at 10.47.39 (1)Ora,  il dato più inquietante,  è che non siamo riusciti a trovare, nei nostri archivi, nessuna  espressione o comportamento del sindaco Iaria o della sua amministrazione, ispirate al fascismo o nazifascismo. Abbondano, invece, le manifestazione pubbliche recentemente organizzate dal Comune di Condofuri,  anche con le scolaresche, per ricordare le vittime dei Nazisti, ma anche delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.

Poco importa l’eredità e le responsabilità  di un bilancio comunale ai limiti del default.

Essendo,  comunque, il Sindaco Iaria, grazie al ritrovamento del “quadretto”, denunciato dalla Vecchia e Nuova Inquisizione Condofurese –  su argomenti di carattere non solo “ tartarici”  , ma anche speculativi” e  “politici” – per “apologia del fascismo” ed oltraggio alla Costituzione , dovrà scegliere se dimettersi o  affontare il processo.

Intanto, in questi giorni , è stato esposto al pubblico ludibrio,  ed ora,  sembrerebbe,  che si sia aperto un dibattito tra chi vorrebbe  esiliarlo e chi, invece, dopo averlo incarcerarlo  presso il Sant’Uffizio a Condofuri , legarlo ad un palo, nella piazza antistante la delegazione Municipale ,  denudarlo e arderlo vivo per poi gettare  le sue ceneri nella Vallata dell’Ammendolea.

Certo, chi si è occuperà  di trovare i Pali e la legna da ardere, dovrà, prima di accendere il fuoco, tenere conto, di quanti Patiboli ne servono e calcolare se la piazza sia veramente  sufficiente per contenerli tutti.

Nel frattempo, nessuno può ignorare come, questa vicenda, abbia conquistato ampi spazi sui media in tutta Italia. Non c’è che dire un bel servizio al paese  di Condofuri, alla sua immagine ed alla credibilità della politica.

Domenico Vincenzo Vinci

Direttore Capo Sud Television Channel

Lascia un commento

Top