SE CRISTO SI È FERMATO A EBOLI, GIULIA GRILLO, PER DIRE CHE INTENDE “COLONIZZARE” E “COLONNELLIZZARE” LA CALABRIA E I CALABRESI, SI È FERMATA A LOCRI, PASSANDO PER POLISTENA.

Una domanda ce la consenta Signora Ministra! E’ veramente convinta che la giusta ricetta  sia quella di “colonizzare” e “colonnellizzare” la  Calabria e i Calabresi?


GIULIA GRILLO MINISTRO SALUTE2019-03-06 - 04Melito di Porto Salvo, 6 marzo 2019 – Il ministro della salute Giulia Grillo, dopo la sua visita negli ospedali di Locri e Polistena, incontrando la stampa in prefettura a Reggio di Calabria, descrive “un quadro allucinante, da incubo è dire poco e punta il dito contro la gestione della sanità calabrese annunciando provvedimenti governativi. “Ho chiesto ha dichiarato la Ministra , l’appoggio del presidente Conte e del ministro degli Interni, della Giustizia e dell’Economia per varare UN DECRETO SPECIALE PER LA SANITÀ CALABRESE “.

Noi, intervenuti alla conferenza stampa, “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. Cit.”
I figli so’ tutt’eguali, so’ piezz ‘e core “, faceva dire Eduardo De Filippo a Filomena Marturano nell’omonima commedia del 1946. Un’utopia che allora poteva apparire tale ma che oggi è divenuta realtà.
Una sanità non equilibrata, con figli e figliastri, si traduce in “due pesi e due misure. In questo caso, i cittadini di Melito e dell’area Grecanica, sono i veri figliastri!

Ma i figli, oltre ad essere piezz ‘e core, sono tutti uguali e, nessuno, nemmeno un Ministro della Repubblica, può stravolgere la storia e la sua culla, per promettere l’eredità ai figliastri, dopo averli adottati e legittimati. L’eredità, ci consenta, Onorevole Grillo, va riconosciuta agli eredi della storia, senza discriminazioni e fuor da qualsivoglia lotta tra poveri.
MEDURI IARIA OSPEDALE BLIZ 2019-03-05 - 02Ci consenta, Onorevole Grillo, indipendemente dal discutibile comportamento istituzionale ( a nostro avviso i Sindaci, in quanto massima autorità sanitaria sul territorio non vanno snobbati), di farle notare, che nella Sua qualità di Ministro della Salute, Lei non può certo ignorare la storia per favorire la geografia, ci permetta il gioco di parole.

Ci consenta di ricordarLe che , in provincia di Reggio Calabria, oltre a quello di Locri e Polistena, esiste, ancora, l’ospedale di Melito di Porto Salvo . Un glorioso e centenario Ospedale fondato nel 1910 da Tiberio Evoli e inaugurato il 15 maggio 1915.
ospedale T. EvoliCi consenta, Ministro Grillo! Lei non può certo ignorare la storia di un centenario ospedale che iniziò la sua attività con il nome di “Ospedale Garibaldi ed Istituto di Maternità”, dotato di due Sezione (Sezione Ostetrico-Ginecologica, Sezione chirurgica), un ambulatorio antitracomatoso, Servizio di Radiologia e Servizio di terapia intensiva. Nel 1924 il Governo promosse la lotta contro le neoplasie maligne, così Tiberio Evoli decise che, non essendoci nessun ospedale in Italia attrezzato per questo, egli avrebbe fondato un ospedale dedito alla cura dei tumori. Venne aggiunto quindi all’ospedale Garibaldi il “Centro Calabrese per la cura dei tumori”.
Nel 1954 l’ospedale era uno dei più importanti in Calabria, composto da cinque padiglioni e 200 posti letto. Il dottor Evoli venne aiutato da vari professori che prestarono servizio all’ospedale tra i quali: Emiliano Ricci, Rocco Caminiti, Mario Evoli, Pietro Panuccio e Bruno Spatolisano. (fonte Wikipedia)
Benefattori e illustri professionisti , offesi e privati della loro potestà esercitata, per decenni, in funzioni di interessi pubblici e, a loro, attribuita dalla storia .

La storia, quindi, cara Ministra Grillo, certifica che l’Ospedale di Melito, ha contribuito a fare la storia della Sanità non solo Calabrese e Meridionale, ma anche Nazionale. La Sua, CI CONSENTA, Ministra, è solo geografia politica a cinquestelle, favorita, con molta probabilità dalla “non conoscenza”.

Non è accettabile che un Ministro, confonda la storia Sanitaria con la geografia politica e che, non conosca le delicate situazioni come quella dell’Ospedale T. Evoli, destinato a morire per autoconsunzione, e che snobbi e trascuri le accorate richieste e proteste dei Sindaci e dei cittadini del territorio.

Nessuna geografia politica, se fatta alla luce della storia, e non al buio o sotto le stelle, può sostituire o cancellare una storia sanitaria secolare. Il diritto alla salute, ci consenta, Signora Ministra, va inteso come un diritto esigibile esattamente allo stesso modo in qualsiasi presidio sanitario del territorio regionale e/o nazionale. Va combattuto, anche aspramente, qualsiasi spreco e/o abuso, ma non penalizzando in alcun modo innocenti cittadini la cui unica “colpa” sarebbe di risiedere, come quelli dell’area grecanica, nel posto sbagliato al momento di aver necessità di assistenza e cure.

Ben venga, signora Ministra , qualsiasi “DECRETO SPECIALE PER LA SANITÀ CALABRESE, “ finalizzato al superamento di situazione che Lei ha, giustamente definito, ” da incubo e ai confini della realtà”.

Siamo d’accordo sulla sostituzione dei vertici delle Asp e delle Aziende ospedaliere, e se necessario dei direttori sanitari e amministrativi. Siamo d’accordo sullo scioglimento per mafia se provato, dell’’ASP di Reggio.

Siamo d’accordo sull’ampliamento delle competenze della Commissione straordinaria in caso di scioglimento per infiltrazioni mafiose e un obbligo di gestione straordinaria per enti in dissesto finanziario o con gravi irregolarità nella gestione contabile. Bene, anche, l’obbligo di avvalersi delle centrali di spesa e avvio di procedure di amministrazione straordinaria per le strutture convenzionate che possano avere problemi di infiltrazioni.
Ma una domanda ce la consenta Signora Ministra! E’ veramente convinta che la giusta ricetta sia quella di “colonizzare” e “colonnellizzare” la Calabria e i Calabresi?
“Dopo 10 anni di commissariamento quello che è stato fatto non è sufficiente : abbiamo cambiato i commissari ¬ ha dichiarato la ministra della salute – ma la situazione non è cambiata anzi, addirittura, è peggiorata. Quindi, probabilmente bisogna cambiare la squadra e la strategia.”Così la Ministra. Nei fatti la Grillo smentisce se stessa e, dopo aver messo in evidenza il fallimento della politica dei commissariamenti e dei commissari, propone, ancora, l’antica ricetta dettata dalle emergenze : commissari e dei poteri straordinari.
Insomma, una nuova ricetta in salsa regionalismo differenziato, attualissima e di gran moda in questo Governo, che mortifica i Calabresi onesti ( e sono tanti e sono troppi) e che allontana sempre di più i cittadini dallo Stato e il Sud dal Nord .

“Per aiutare la sanità dei cittadini calabresi affinché non sia più una sanità indegna di questo paese e di questo nome” (sin qui parole del Ministro) , servono con urgenza strutture adeguate e operatori sanitari .
Ci consenta Ministra, ma Medici e cittadini, in questa regione sono le vere vittime. Due facce della stessa medaglia: da un lato operatori sanitari che lavorano in condizioni difficilissime senza risorse, mezzi e adeguata strumentazione e, dall’altro i cittadini, che sono che hanno bisogno e diritto di curarsi. Gli uni e gli altri , in queste condizioni, sono costretti a scappare dalla Calabria: I medici per lavorare con tranquillità e i cittadini per curarsi e non morire di malasanità.
Una situazione paradossale, che dissangua la Sanità calabrese sia sotto l’aspetto economico che delle professioni mediche. Tutto questo comporta un incontrollabile aumento del debito Sanitario Calabrese con un maggior arricchimento delle Regioni del Nord ed un costante impoverimento della Calabria.

Bisogna fare presto. Non servono i miracoli o leggi speciali . Serve personale di ogni categoria. I medici preparati che stanno fuori non torneranno se non troveranno le condizioni di lavoro adeguate ,con attrezzature, sicurezza igienico sanitaria, personale infermieristico specializzato, mentre i cittadini, almeno quelli che possono permetterselo, continueranno a farsi curare al Nord, magari dai medici del Sud .
Il suo appello, Ministra, potrà essere ascoltato da qualcuno solo dopo che si ristabiliranno situazioni di normalità delle strutture.
Per aiutare la sanità dei cittadini calabresi affinché non sia più una sanità, da Lei definita“indegna di questo paese”, serve sinergia , unione, non divisione . Non basta dichiararsi il ministro del Governo del cambiamento”.

La situazione può mutare, solo, se oltre alla “geografia” si conosce la “storia” e se si sostituisce, nei fatti, la “teoria” con la “pratica. TUTTO IL RESTO – come diceva Franco Califano-  E’ NOIA NOIA, NON HO DETTO NOIA MA NOIA, NOIA, NOIA MALEDETTA NOIA.
Tutto il resto è noia e Mi illumino d’immenso

Domenico Vincenzo Vinci

direttore Capo Sud Television Channel

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