TIBERIO EVOLI’ DI MELITO PORTO SALVO”, IL CONSIGLIERE REGIONALE GIUSEPPE PEDÀ, INTERROGA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, MARIO OLIVERIO “SULLA GRAVE SITUAZIONE ORGANIZZATIVA E STRUTTURALE DEL PRESIDIO OSPEDALIERO.

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Melito di Porto Salvo 20 febbraio 2019 – Detto fatto . Il consigliere regionale Giuseppe Pedà, componente della Terza Commissione Sanità, “Attività sociali, culturali e formative”, come dichiarato nel corso di un’assemblea sei Sindaci che si è svolta, nei giorni scorsi a Melito di P S. , alla presenza del Dg Mesiti , ha presentato , un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio “sulla grave situazione organizzativa e strutturale del presidio ospedaliero ‘Tiberio Evoli’ di Melito Porto Salvo”.


La situazione strutturale del ‘Tiberio Evoli’, afferma pedà, come dimostrano le eloquenti immagini video diffuse via web e divenute ormai virali – verserebbe infatti in un gravissimo stato di degrado strutturale e di abbandono.
Nel documento presentato si rileva – scrive Pedà nell’interrogazione – che il Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2012/2014 approvato dall’ASP 5 di Reggio Calabria, nell’ambito delle previsioni in materia di adeguamento delle strutture alla vigente normativa in materia di sicurezza, ha disposto uno stanziamento a favore dell’Ospedale di Melito pari a 10 milioni di euro complessivi (con una previsione di 4 milioni nel 2012, di 3.500.000 nel 2013 e di 2.500.000 nel 2014)”.
“Sino ad oggi – rimarca Pedà – non risultano essere stati effettuati interventi di alcun tipo al fine di rispristinare le necessarie condizioni di sicurezza della struttura, in netta contraddizione con la programmazione finanziaria approvata, rispetto alla cui mancata attuazione non sono note giustificazioni di alcun genere”
Pedà, inoltre, intende sapere “se gli uffici regionali preposti hanno avviato le iniziative atte a supplire alla mancata attuazione degli interventi programmati dell’Autorità Sanitaria e, in caso positivo, di conoscerne gli esiti. E chiede di conoscere “se sono stati adottati gli opportuni provvedimenti atti ad appurare le motivazioni per le quali – dal 2012 sino ad oggi – non siano stati attuati e neppure avviati gli interventi strutturali programmati sulla struttura, per come inseriti del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, approvato dall’ASP 5 di Reggio Calabria”.
A tale situazione di incuria – evidenzia Pedà – va ad aggiungersi la più volte segnalata carenza organizzativa dei servizi sanitari che – per come reiteratamente denunciato pubblicamente dai cittadini e dalle associazioni a tutela dei diritti del malato – impongono una revisione delle modalità di erogazioni dei LEA che appaiono in emergenza continua: oltre alla chiusura della sala obitorio per cornicioni pericolanti, numerosi padiglioni sono tenuti momentaneamente fuori uso per le gravissime situazioni di rischio crolli di intonaco”.
“Considerato – conclude saccà – che alla luce della tristemente nota situazione di precarietà dell’organizzazione sanitaria in Calabria appare irrinunciabile la volontà di acquisire tutte le informazioni necessarie a comprendere i perché di una perdita di risorse pubbliche il cui investimento era ed è indispensabile a garantire l’attuazione dell’art. 32 della nostra Carta Costituzionale”.

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