IL CONSIGLIO DI STATO RIBALTA LE ORDINANZE DI DEMOLIZIONE DELL’AZIENDA VISALLI E CONDANNA IL COMUNE AL PAGAMENTO DELLE SPESE DI LITE DEL DOPPIO GRADO DI GIUDIZIO

visalli sentenza 2017-12-18Melito di Porto Salvo, Finisce, dopo quasi quattro anni, il calvario per l’azienda Visalli. Il consiglio di Stato, accoglie il ricorso proposto da Annunziato Visalli, Diego Visalli, rappresentati e difesi dall’avvocato Loris Maria Nisi, dando piena ragione all’azienda , specializzata nella lavorazione del Bergamotto e nella estrazione di essenze del prezioso agrume.

Il sequestro dello stabilimento, ubicato nella frazione Pallica, era stato eseguito, nel 2014, a conclusione di un’operazione condotta congiuntamente dall’ex Corpo Forestale dello Stato, dal Comandante dei Vigili Urbani di Melito P.S. e dai Carabinieri di Melito P.S., in collaborazione con il personale dell’Ufficio Tecnico Municipale.

Ad Annunziato Visalli, Diego Visalli, era stato contestato, dal Comune di Melito di Porto Salvo, che ha emesso due ordinanze di demolizione, il reato di aver edificato parzialmente la struttura in assenza del titolo edilizio.

Il caso del sequestro dell’Azienda Visalli, unica operativa a Melito, nel settore della lavorazione del Bergamotto e nella estrazione di essenze – che nella stagione agrumaria occupa 40 persone – ha destato clamore nel territorio, sia sotto il profilo occupazionale, sia sotto il profilo economico.

Contro il provvedimento, ed al fine di scongiurare la demolizione di un edificio realizzato in epoca antecedente al 1967 ed al di fuori del perimetro urbano, Annunziato e Diego Visalli si erano rivolti al TAR CALABRIA – SEZ. STACCATA DI REGGIO CALABRIA, ma il tribunale Amministrativo, nel 2016, aveva respinto il ricorso, confermando con la sentenza n. 319/2016, la demolizione delle opere edilizie abusivamente realizzate.

L’azienda Visalli, non si è però arresa e – mentre con notevoli difficoltà logistiche ed economiche, ha deciso di resistere e mantenere l’attività, affidandosi. per la lavorazione degli agrumi , presso aziende terze – con la consulenza del Rag. Alfredo Palumbo e con l’assistenza dell’avvocato Loris Maria Nisi , aveva optato per il ricorso al Consiglio di Stato al fine di ottenere la riforma della sentenza del TAR.

A distanza di quasi 4 anni, la sentenza definitiva e non impugnabile del Consiglio di Stato del 16 novembre, che, nell’accogliere l’appello dei ricorrenti, ha condannato il Comune di Melito di Porto Salvo al pagamento delle spese di lite del doppio grado di giudizio, in favore dei ricorrenti, liquidate in seimila euro.

L‘importante decisione del Consiglio di Stato – che , tra l’altro, nelle motivazioni , addebita al Comune di Melito di “non aver istruito sufficientemente il procedimento” e di “ non aver tenuto conto dell’assorbente circostanza che la struttura è stata realizzata in epoca antecedente al 1967 e al di fuori del perimetro urbanistico” e, quindi non subordinata a titolo edilizio – oltre a dimostrare la leggerezza nella esecuzione di provvedimenti sanzionatori e nell’apporre sigilli ad aziende, comporterà certamente azioni di rivalsa e di risarcimento, da parte dell’azienda Visalli, che incassata l’importante decisione arrivata da Roma, passerà certamente in contrattacco per il risarcimento degli ingenti danni materiali e morali subiti , non solo a fronte di reati inesistenti , ma anche per i disagi affrontati per mantenere in vita l’attività aziendale, affidandosi ad aziende terze per la lavorazione degli agrumi. Scelta obbligata, quest’ultima, che ha comportato un aumento esponenziale dei costi ed una minore resa nell’estrazione delle essenze .

Non possiamo non sottolineare che, mentre l’immobile dell’Azienda Visalli , destinato alla lavorazione d’agrumi, ha subito nel corso del tempo le trasformazioni necessarie per adeguare la struttura alla produzione mediante l’installazione di pese ed attrezzature tecniche per le lavorazioni, di pari passo, sono state rilasciate dal Comune l’autorizzazione sanitaria all’esercizio dell’attività e il certificato d’agibilità. Quello stesso Comune che, nel nel 2014 , smentisce se stesso , ponendo i sigilli all’immobile, decretando, di fatto, la chiusura dell’attività.

Leggerezze, abusi e omissioni, quelli del Comune di Melito di Porto Salvo, e dei responsabili dell’operazione, che non possono passare inosservati e/o rimanere impuniti.

Insomma, i vizi , se ci sono stati, non risiedevano nella struttura ma nell’istruttoria seguita dal Comune che, nonostante l’accertata e dimostrata non abusività della parte più consistente delle opere, ha insistito su una demolizione, praticamente, tecnicamente e giuridicamente, infondata.

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