IL CASO MEDURI E DEL COMUNE DI MELITO PORTO SALVO ARRIVA PER LA SECONDA VOLTA A ROMA

CASO MELITO 2017-09-25 - 01Questa volta, ad accendere i riflettori sul comune di Melito, il cui consiglio comunale è stato sciolto per tre volte per infiltrazioni mafiose, è l’onorevole GIOVANNI PAGLIA del gruppo parlamentare : SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ – POSSIBILE, che ha presentato, nella seduta di Venerdì 15 settembre 2017, una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’interno e al Ministro dell’economia e delle finanze.

Nel mese di novembre 2015, la prima interrogazione, ad oggi senza risposta, era stata presentata dall’On. Federica Dieni del Movimento 5 Stelle>Due anni fa , l’On.le Dieni, scriveva “ appare doverosa un’azione repentina del Ministro interrogato al fine di ripristinare la legalità ed evitare che si possa nuocere al clima di legalità in un comune già toccato dal fenomeno mafioso – e chiedeva all’allora Ministro degli interni Angelino Alfano, : “se non ritenga, visti i gravi profili evidenziati a carico del sindaco di Melito di Porto Salvo, ingegnere Giuseppe Salvatore Meduri, di valutare la sussistenza di presupposti per avviare le iniziative di competenza ai sensi degli articoli 141 e seguenti del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, eventualmente promuovendo l’invio di una commissione di accesso presso il comune medesimo”.

Nessuna azione repentina del Ministro interrogato dalla deputata del M5stelle, al fine evitare – scriveva la Dieni –che si possa nuocere al clima di legalità in un comune già toccato dal fenomeno mafioso”. Ed oggi, a distanza di due anni da quella articolata interrogazione che , tra l’altro, evidenziava, gravi profili a carico del sindaco di Melito di Porto Salvo, ingegnere Giuseppe Salvatore Meduri,che aveva riportato una condanna definitiva, per il reato di interposizione fittizia commesso in Reggio Calabria dal 28 aprile 1995 e fino al gennaio 2001. arriva la seconda interrogazione questa volta a firma del deputato Giovanni PAGLIA Al Ministro dell’interno, al Ministro dell’economia e delle finanze.

Il comune di Melito di Porto Salvo (RC) – riporta testualmente l’interrogazione risulta essere stato sciolto per tre volte per infiltrazioni mafiose, nel corso degli anni;

dopo trenta mesi di gestione commissariale, dal 2015 è stato eletto sindaco un pregiudicato con condanna definitiva a 18 mesi di reclusione per intestazione fittizia di beni finalizzata all’elusione della normativa in materia di misure di prevenzione;

dal suo insediamento la gestione amministrativa dell’ente ha evidenziato diverse criticità di rapporti istituzionali, a vari livelli;

la gestione del servizio idrico è stata disastrosa per carenza di acqua, a seguito della riduzione della fornitura del liquido idropotabile da parte del gestore del servizio idrico integrato per il mancato pagamento di alcuni canoni e, soprattutto per l’aumento spropositato delle tariffe operato dal comune contra legem;

la raccolta della spazzatura col sistema porta a porta doveva raggiungere a regime (tre anni) il 74 per cento di raccolta differenziata, però, dopo un anno e mezzo di attività ha raggiunto appena il 10 per cento ed il paese di fatto è diventato sede di diverse discariche abusive;

la situazione finanziaria attuale registra debiti per circa trenta milioni di euro e l’incapacità dell’ente a onorarli al punto che i due gestori della fornitura dell’energia elettrica hanno minacciato la rescissione dei contratti e ridotto la fornitura al minimo di legge a causa della situazione debitoria dell’ente;

da parte del gruppo consiliare «Una città da cambiare» sono state avanzate esplicite richieste anche al Ministro dell’interno per la nomina di una commissione di accesso finalizzata all’accertamento delle numerose e pesanti irregolarità amministrativo-contabili denunciate, come, per esempio:

la nota pec del 9 agosto 2017 avente per oggetto «Accertamento debiti “occultati” nel conto consuntivo 2016 per 13.954.701,94 di euro» con la quale si denunciava in modo circostanziato e preciso l’occultamento dalle scritture contabili dell’Ente di quasi quattordici milioni di euro di debiti certi, liquidi ed esigibili e fuori bilancio e si chiedeva di esercitare il controllo di ottemperanza da parte dei dirigenti che erano stati invitati ad eseguire un nuovo ed «eccezionale» accertamento dei residui passivi al 31 dicembre 2016, per verificare la veridicità di quanto denunciato;

la nota pec del 20 luglio 2017 avente per oggetto il «comune di Melito di Porto Salvo – conto consuntivo 2016 – occultamento debiti per 8.278.498,25 di euro; non riconoscimento debiti fuori bilancio per 2.527.743,88; non riconoscimento ulteriori debiti fuori bilancio per 1.119.053,11 di euro rinvenuti dopo approvazione del conto consuntivo 2016» con la quale si chiedeva di adottare gli eventuali provvedimenti necessari e di essere avvisati nel caso di archiviazione dell’esposto;

sulle anomalie nell’approvazione del bilancio, si segnala inoltre la richiesta di chiarimenti e integrazioni disposta dalla Corte dei Conti della Calabria, come riportato da notizie di stampa;

ancora, da evidenziare la gestione illegale di cento migranti per circa nove mesi che ha costretto il prefetto di Reggio Calabria e revocare la convenzione sottoscritta con il comune di Melito di Porto Salvo a causa del ricovero dei minori stranieri non accompagnati presso una struttura inagibile;

infine, è significativa la nota prot. n. 149042 del 12 luglio 2017 con la quale il Ministero dell’economia e delle finanze ha dichiarato decaduto il revisore dei conti del comune di Melito di Porto Salvo per l’inadempienza nell’invio del pareggio di bilancio –:

se e quali iniziative di competenza i Ministri interrogati abbiano assunto in relazione alle segnalazioni dei consiglieri comunali sopracitati, e nel caso non sia stata prestata la dovuta attenzione alla questione, quale ne siano le motivazioni; se non intendano promuovere una verifica, per quanto di competenza, in ordine alle gravissimi irregolarità amministrative e contabili denunciate.

(4-17813)

Cosa è cambiato da allora ad ora?

E’ cambiato il Ministro dell’Interno: a novembre del 2015 c’era Angfelino Alfano all’interno, oggi c’e Marco Minniti.

Peccato che il Ministero degli interni è sempre lo stesso ed il comune di Melito no. Perchè ,se è vero quanto riportato nell’atto ispettivo della camera a firma dell’on.le GIOVANNI PAGLIA del gruppo parlamentare : SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’. Il comune di Melito ha subito danni e non solo economici per gravissimi irregolarità amministrative e contabili.

Peccato che in questi casi nessuno può appellarsi alla “responsabilità omissiva” del Ministro degli interni di turno.

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